Benefici dei semi

Superalimenti ricchi di micronutrienti e dalle mille proprietà benefiche

Il seme è, nelle piante, l’organo cui è affidata la riproduzione della specie. Per questo motivo deve contenere non solo tutte le informazioni genetiche, ma anche una ragguardevole quantità dei migliori nutrienti per permettere al germoglio di svilupparsi e crescere.
I semi hanno fatto parte della dieta umana per migliaia di anni e alcuni di essi, come quelli dei cereali o delle leguminose, sono una costante nella nostra alimentazione. Ma esistono molti altri tipi di semi con diverse proprietà nutrizionali e di questo eccezionale complesso di vitamine, proteine e minerali possiamo beneficiare anche noi, per integrare le carenze che un’alimentazione a volte poco attenta o frettolosa può causare, oppure per curare molti comuni disturbi. Con il vantaggio di assumere vegetali e non integratori chimici o medicinali.
I semi oleosi sono ricchi di acidi grassi polinsaturi, i famosi Omega 3, oltre che di calcio, fibre, vitamina E ed oligoelementi, sono alla portata della nostra tavola per tutto l’anno e costano in proporzione meno di qualsiasi farmaco da banco o complesso vitaminico, oltre ad avere decisamente un buon sapore.
Un difetto che potrebbe essere loro imputato è che, per 100 grammi, hanno un apporto calorico considerevole, ma il loro potere saziante è così alto da renderne necessari solo pochi grammi. È dunque preferibile non assumerli alla fine di un abbondante pasto ma usarli come merenda. Se comprati freschi e non tostati, inoltre, possono essere fatti germogliare.
Altra accortezza è di conservare i nostri semi (preferibilmente biologici) per non più di un anno dopo la loro produzione  in un luogo buio, fresco e asciutto in modo da non far irrancidire i grassi presenti al loro interno che, oltre a renderli immangiabili, contribuirebbero alla formazione di radicali liberi.
Vediamo ora le qualità di alcuni semi piuttosto comuni.
Lino
Delle proprietà dei semi di lino abbiamo parlato qua, ma ricordiamo che sono un’ottima fonte di grassi polinsaturi, indicati per chi soffre di stipsi e, tritati finemente, un sostituto delle uova in preparazioni vegan.
Girasole
Ottimi nelle insalate o all’interno di pane fatto in casa, i semi di girasole apportano una buona quantità di proteine, antiossidanti, vitamine B1 e B2 ma soprattutto la famosa vitamina B12 (nei semi germogliati), vitamina E e vitamina D, ma anche moltissimi oligoelementi preziosi per la nostra salute, quali il magnesio (indicato negli stati d’ansia o di stress), il ferro (per chi soffre di anemia o per le donne con un flusso mestruale abbondante), il rame, il cobalto, il manganese e lo zinco. Il quantitativo consigliato è di due cucchiai al giorno.
Zucca
Anche i semi di zucca contengono zinco magnesio, vitamina E e acido linoleico come quelli di girasole, sebbene siano più poveri di acidi grassi polinsaturi. Tuttavia, hanno un maggior contenuto di proteine rispetto al girasole e contengono selenio e cucurbitina, sostanze utili nella protezione della vescica da disturbi come la cistite, dai disturbi della prostata e contro i parassiti del tratto intestinale. Contengono inoltre triptofano, un amminoacido precursore della serotonina, e quindi sono blandamente sedativi. I semi di zucca sono inoltre facilissimi da reperire: basta comprare una zucca intera, sciacquarne e seccarne i semi. Questi si possono poi consumare al naturale o leggermente tostati.
Sesamo
Si conoscono soprattutto i semi di sesamo bianco, venduti come spezia ed utilizzati in varie preparazioni dolci o salate della cucina mediterranea: chi non conosce infatti il tahin, o anche il croccante al sesamo tipico della gastronomia siciliana? Il sesamo (oltre ai minerali e agli acidi grassi Omega 3 che sono contenuti in tutti i semi oleosi) contiene molti grassi (circa il 50 %), ma anche il 20% di proteine, oltre a fosforo, potassio e molte vitamine del gruppo B. L’elevata presenza di calcio ne fa un ottimo alleato contro l’osteoporosi, mentre la vitamina T aumenta il numero delle piastrine nel sangue. Dato l’elevato apporto calorico (700 kal per 100 grammi) se ne consiglia un quantitativo di un cucchiaio al giorno.
Papavero
Anche i semi di papavero sono ricchissimi di calcio, e per questo se ne consiglia l’assunzione a chi è affetto da osteoporosi e in generale alle donne che hanno già raggiunto la menopausa. Oltre a questi benefici, il loro potere sedativo è elevato sia se mangiati crudi sia se consumati in infusione (magari insieme ai petali del fiore o alla camomilla.
Noci, mandorle, ecc.
Le noci sono ricche di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, in grado di contrastare nel sangue il colesterolo HDL, quello responsabile delle malattie cardiovascolari. Contengono inoltre ferro, calcio, zinco, rame, vitamine e flavonoidi, pertanto si consigliano anche agli anemici e possono essere consumate senza problemi da tutti.
Le mandorle contengono anch’esse molti grassi, circa il 55%, ma giova ricordare che si tratta anche di grassi insaturi e comunque di origine vegetale, dunque meno pericolosi per l’organismo di quelli animali. Anche se vanno consumate con moderazione perché molto caloriche, non andrebbero escluse dalla dieta perché apportano il 25% di proteine, molto di più del filetto di manzo.
Le nocciole, meno proteiche di noci e mandorle, contengono però un buon quantitativo di vitamine (soprattutto la E) e hanno un ottimo potere rimineralizzante.
Un consumo ponderato di questi alimenti non solo non ci causerà aumenti di peso, ma consentirà anche di difenderci da molte carenze e malattie.

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  1. Interessantissime informazioni. Questo articolo sarebbe da stampare e tenere a portata di mano come un manualetto. Grazie!

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  2. finiamola con questa B12, se non si trova in nessun alimento è perchè l’organismo la produce da se, sempre se in buona salute.
    Se troviamo la B12 nelle fibre muscolari di un vitello e il vitello mangia solo erba da dove la prende? Il corpo in buona salute produce B12 come altre vitamine da se !!!!
    mettetevelo in mente tutti, e finiamola con questo dilemma

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  3. Purtroppo mucche e vitelli negli allevamenti moderni sono supplementati in B12 anche loro… 🙁
    Quello che mi inquieta è che, come dice Antonio: “il corpo in buona salute”… molte persone hanno la percezione di essere in buona salute, ma di fatto non lo sono… come sapere se il loro corpo “produce” abbastanza B12? Penso che sia comunque un argomento che merita attenzione e riflessioni. 🙂

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  4. ottime info… ogni giorno vengo qui prendo appunti e miglioro la mia life ^_^ thank u!!

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  5. per esperienza personale (passato da maratoneta) vi dico che quella delle alghe, in particolar modo l’alga “spirulina” è altamente assimilabile, anzi bisogna farne un uso cauto, dopo una ventina di giorni d’uso l’ematocrito e l’emoglobina può raggiungere valori altissimi.
    Per quanto riguarda la somministrazione che fanno ai vitelli, be, lasciamo stare, su di loro fanno somministrazione preventiva, li imbottiscono anche di antibiotici figuratevi se si fanno scrupoli di dare pure la b12.

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  6. io ho portato avanti una gravidanza da vegana, e sto allatando tutti e due i miei figli di 2 anni e mezzo e 2 mesi e mezzo…senza prendre integratori e senza carenza alcuna! la b12 la prendiamo coi batteri del terreno che si trovano negli ortaggi che mangiamo. avendo la fortuna di avere suoceri e cognato con orti floridi e liberi da schifezze chimiche, mangiamo molta verdura cruda che io lavo solo velocemente con acqua corrente. secondo il mio medico è quasi impossibile andare in carenza di questa vitamina…

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