Cavalli maltrattati o benessere equino?

Il 2012 è appena arrivato ma nel mondo dei cavalli il nuovo anno non ha portato con se “l’illuminazione” necessaria a far capire a tanti cos’è il rispetto della vita.
Ancora oggi il cavallo viene considerato prima di tutto come un oggetto da utilizzare per vari scopi quali trotto, galoppo, salto, tiro…macello; già la stessa terminologia indica che non esiste come individuo ma solo in base a come si decide di usarlo.
Molte persone vengono istruite a relazionarsi con questi animali nel modo sbagliato e paradossalmente finiscono per fare loro del male anche quando hanno le migliori intenzioni e un vero amore nei loro confronti.
Il cavallo è frutto di una lunga evoluzione iniziata circa 55 milioni di anni fa; due sono le caratteristiche principali che hanno permesso agli equini di sopravvivere in molti luoghi della terra:
-il movimento, cioè la capacità fisiologica di percorrere ampie distanze alla ricerca di cibo e acqua o per fuggire dai predatori;
-la socialità, il cavallo è un animale gregario ed ha la capacità di creare branchi stabili.
L’apparato locomotore e l’apparato digerente del cavallo sono adatti ad una vita di “prateria”, questo animale ha sviluppato uno stomaco piccolissimo e un intestino molto lungo ideale per piccoli pasti molto frequenti. Un equino in libertà pascola fino a 18 ore al giorno e questo movimento continuo gli consente di facilitare il transito intestinale ed avere una buona digestione evitando le pericolose “coliche”.
Il mantello del cavallo ha la funzione di proteggere e isolare l’animale dagli agenti atmosferici: il pelo invernale è lungo e denso e lo difende dal vento e dal freddo trattenendo, a contatto con il corpo, uno strato d’aria calda che fa da isolante; inoltre la pelle produce un grasso naturale che lubrifica e protegge da pioggia e talvolta parzialmente anche dalle mosche.
Al contrario il pelo estivo è corto e lucido e permette una notevole perdita di calore durante i mesi estivi.
In natura i cavalli sono “scalzi” e i loro zoccoli, grazie allo stile di vita libero, sono perfettamente funzionali e non hanno bisogno di alcun genere di cura nè soffrono di malattie particolari.
Al centro di recupero di IHP i cavalli vivono in totale libertà in grandi spazi, scalzi e in branco, in un ambiente molto simile a quello che troverebbero in natura. I gruppi sono composti da un minimo di 2 ad un massimo di 10 cavalli, suddivisi in base a caratteristiche quali età, patologie, affinità. I pascoli sono provvisti di un punto di abbeveraggio con acqua corrente e una o più postazioni per il fieno che è sempre presente 365 giorni l’anno in grandi quantità. Non ci sono tettoie o costruzioni artificiali, ma bensì ripari naturali costituiti dai boschi.
I cavalli ospiti del nostro centro sono alimentati solo con fieno e  talvolta con aggiunta di erba quando questa è presente all’interno dei recinti, solo in casi eccezionali vengono somministrati fieni trattati e mangimi.
All’interno della nostra tenuta sono presenti alcune stalle che vengono utilizzate solo per cavalli in terapia, per emergenze o per far mangiare i cavalli anziani che necessitano di cibi particolari essenziali per il loro mantenimento.
I nostri amati ospiti vengono continuamente controllati dai nostri volontari, che si prendono cura di loro con amore e passione.
In questi giorni di grande freddo abbiamo dovuto fronteggiare svariati imprevisti dovuti all’abbondante nevicata del 1° febbraio ed alla successiva ondata di gelo polare.
L’emergenza più ardua e sfiancante è stata causata dalle temperature glaciali di questi giorni che hanno congelato l’acqua all’interno delle tubature collegate agli abbeveratoi dei cavalli; fortunatamente, grazie all’ausilio di una botte trainata dal trattore, siamo riusciti a portare acqua 2 volte al giorno dissetando tutti i cavalli. Sono state giornate di duro lavoro per noi volontari ma anche di grande soddisfazione nell’osservare la felicità e il benessere di cui godono i nostri amici, che grazie alle loro “armi naturali” sembrano non sentire affatto i fastidi delle basse temperature e della neve anzi sembrano molto incuriositi da questa strana e fredda “sostanza bianca”.
Nonostante tutto, proprio in questa settimana abbiamo ricevuto una visita inaspettata di due veterinari dell’Asl 11 di Empoli, incaricati della sorveglianza sul benessere animale.
Manco a dirsi, il motivo della loro presenza era una segnalazione di maltrattamento, dove si indicava che i nostri cavalli erano “tenuti al freddo e alle intemperie senza ripari”.
Ben felici di dimostrare il contrario e di parlare di benessere equino, li abbiamo accompagnati in un piccolo tour della tenuta, visionando cavalli, fieno e vasche dove i veterinari hanno potuto constatare con i loro occhi la reale situazione.
Troppo spesso la scarsa conoscenza dell’etologia equina, legata alle tradizioni tramandate dal passato, crea situazioni di benessere apparente per l’uomo ed immensa sofferenza per gli equini; a Filicaja i cavalli vivono “da cavalli” mentre alla stragrande maggioranza dei loro simili tutto questo viene negato condannandoli troppo spesso ad una vita di reclusione e privazione sensoriale.

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    Vedi l’ignoranza… noi esseri umani spesso trasferiamo i nostri bisogni agli animali, facendo loro involontariamente del male, senza renderci conto che mamma Natura ha già ampiamente provveduto per il meglio.
    Per aiutarli davvero basterebbe solo rispettarLa e tante volte tenerci le mani in saccoccia!
    Comunque, è meglio denunciare una situazione e poi prendere una cantonata, che voltarsi dall’altra parte, a parer mio…

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    • Cara Silvia, certamente è meglio denunciare situazioni di possibile sofferenza, sempre meglio chiedere l’aiuto di persone incaricate o più esperte di noi prima di rimanere con il dubbio. Come avrai letto nell’articolo noi siamo molto felici di queste visite, è sempre piacevole far vedere la reale situazione dei nostri cavalli e parlare di benessere equino; ma le nostre porte non sono aperte solo per Veterinari o Ispettori dell’USL, il Centro è sempre aperto per tutti (previo appuntamento per una questione organizzativa) e per noi è un piacere avere persone interessate a conoscere la nostra realtà! Un caro saluto.

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    anch’io tengo il mio cavallo e i mei 2 asini come i vostri FORTUNATI cavalli ! e sono fiera del rapporto naturale istaurato con loro. anche perchè troppo spesso sento e vedp che ci sono poveri cavalli rilegati in stalle con le coperte a dosso perchè sono stati tosati, costretti a mangiare mangimi per caricarsi e poi sentire i proprietari che si lamentano per le coliche e gli infortuni. questi a mio avviso sono maltrattamenti…

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      Hai assolutamente ragione, strappare gli animali dal loro habitat, interferire nel loro ecosistema è a tutti gli effetti una forma di maltrattamento.

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    • Cara Alessia, altroché se sono maltrattamenti! Per la sua etologia il cavallo non è adatto a stare da solo in box, tosato e nutrito con cibi non adatti al suo organismo; molte di queste circostanze avvengono più per comodità umana che per comodità equina! Tante persone si relazionano in modo sbagliato con i cavalli e paradossalmente finiscono per fare loro del male anche quando hanno le migliori intenzioni e un vero amore nei loro confronti. Speriamo che una maggiore e corretta informazione possa aiutare ad aumentare una diversa conoscenza dell’uomo nei confronti dei nostri amici equini!
      Un caro saluto.

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    EQUILUNA Oasi di Cavalli e Persone 24 Febbraio 2012, 6:33 pm

    Che meraviglia! Ogni giorno che passa siamo sempre meno soli. Complimenti ragazzi e tenete duro perché stiamo cambiando il mondo dei cavalli.

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    cristina bazzotti 26 Febbraio 2012, 7:31 am

    non posso che trovarmi d’accordo con ciò che avete scritto a proposito di benessere equino… anch’io allevo cavalli da più di 30 anni e sono fermamente convinta che la conoscenza della morfologia, psicologia e corredo comportamentale ”naturale” del cavallo rappresenti per l’uomo ciò che dovrebbe guidare al loro benessere psico-fisico essendo l’affermazione ”lasciamoli essere cavalli” la base del nostro rapporto di rispetto nei loro confronti….tuttavia essendo (ahimè) ormai stato manipolato dall’uomo per secoli, il cavallo ,non allo stato brado, ha sviluppato aspettative genetiche di maggior comfort….un riparo, chiuso da tre lati all’esterno rappresenta ciò che in natura cercherebbero istintivamente in caso di…necessità. Allora perchè privarli di questo semplice aiuto? Mariacristina Bazzotti – school of English and Centered Riding – Riccione

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      Giusto anche questo; se non si è in grado di garantire loro il giusto ambiente naturale a causa dell’interferenza umana, bisogna in qualche modo correre ai ripari, noi abbiamo fatto il danno, a noi l’onere del rimedio. Certo c’è una bella differenza tra offrirgli un riparo chiuso su tra lati, procurargli acqua attraverso appositi abbeveratoi,.. e propinare a quelle povere bestiole i patimenti di cui parlava Alessia sopra. Quello è proprio maltrattamento, specialmente privarli della libertà di passeggiare e correre a loro piacimento… lo trovo aberrante!

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    • Cara Mariacristina, Il cavallo è frutto di una lunghissima evoluzione iniziata milioni di anni fa che lo ha portato ad essere oggi quello che noi chiamiamo Equus Caballus. La cosiddetta domesticazione degli equini, iniziata da qualche centinaio di anni, non può certo aver modificato ciò che è diventato questo animale in milioni di anni.
      Naturalmente ci stiamo riferendo a cavalli in piena salute fisica che sono abituati alla vita in libertà, cioè in grado di proteggersi solo con l’ausilio delle “difese naturali” che madre natura gli ha fornito; nel nostro centro sono presenti alcuni cavalli molto anziani che durante i giorni di grande freddo hanno avuto bisogno di un piccolo aiutino da parte dell’uomo come cibi extra (che comunque gli forniamo con regolarità tutti i giorni) e qualche ora in stalla al riparo dal gelido vento. In passato sono arrivati da noi cavalli che avevano vissuto tutta la vita in box, tosati, ferrati e fatti uscire solo al momento dell’utilizzo; in quel caso è normale inserirlo gradualmente alla nuova vita di branco, soprattutto per dar modo al pelo di ricrescere e agli zoccoli di rinforzarsi. Le uniche presenze artificiali che sono presenti nei nostri recinti sono le recinzioni che separano un paddock dall’altro, gli abbeveratoi per l’acqua e le mangiatoie per il fieno (che è sempre presente in abbondanza), non abbiamo tettoie ma ripari naturali costituiti da boschetti semplicemente perché ci siamo accorti che li preferiscono alla classica tettoia.
      Fortunatamente l’uomo non ha avuto ancora il tempo di cambiare così radicalmente il cavallo, questo ci lascia la speranza che si possa ancora tornare indietro verso una visione più rispettosa nei confronti dei nostri amici.
      Un caro saluto.

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