Cavalli scalzi… naturalmente

La gestione del cavallo scalzo è una pratica che si sta sempre più diffondendo grazie al Barefoot Movement (Movimento per il cavallo scalzo) che si propone di sviluppare le qualità naturali del piede di questi animali eliminando la pratica della ferratura.
Molte persone oggi considerano la ferratura una cosa ovvia, quasi indispensabile, ma non dimentichiamoci che il cavallo non è nato con i ferri e originariamente essi non venivano usati.
Si pensa che i ferri abbiano avuto origine nel Medio Evo: essi avevano la principale funzione di proteggere gli zoccoli dei cavalli che vivevano per lunghi periodi stabulati. Con la continua cementificazione dei terreni urbani e l’utilizzo del cavallo nei vari sport equestri questa pratica si è diffusa e generalizzata fino ai giorni nostri.
Grazie allo studio scientifico dell’anatomia e della fisiologia dello zoccolo del cavallo osservato in natura allo stato selvaggio, nel Mustang, oggi possiamo considerare il barefoot come una valida alternativa alla ferratura tradizionale, che viene vista come una cosa non necessaria e spesso dannosa.
A causa degli effetti della ferratura, come la distorsione della forma dello zoccolo o danni a tessuti interni, spesso i piedi non sono sani nel momento in cui si decide di sferrare il cavallo e possono occorrere da pochi mesi fino ad anche 9 mesi prima che lo zoccolo si sia fortificato al punto di poter affrontare un utilizzo specifico senza protezione (questa fase viene detta di “transizione” e può essere facilmente affrontata con l’ausilio di scarpette per cavalli).
Il Barefoot Movement nasce grazie anche alle idee dello statunitense Jaime Jackson.
Jackson  cominciò la sua carriera come maniscalco. Dal 1982 al 1986 osservò e studiò i branchi di Mustang in libertà e la conformazione dei loro zoccoli nel Grande Bacino degli Stati Uniti. Nel 1990 smise totalmente di usare i ferri e da allora diffonde e pratica il pareggio naturale “wild-horse” (inizialmente lo chiamo’ Wild trim, ma si spaventarono tutti, ora invece lo chiama il Natural trim) accompagnandolo ad una gestione generale del cavallo domestico più naturale.
I sostenitori del Barefoot Movement hanno osservato che gli zoccoli degli equini si mantengono in un modo migliore quando i cavalli sono tenuti in branco, in modo da potersi muovere costantemente come i cavalli selvaggi e assicurare una continua circolazione del sangue. Un altro punto fondamentale è la corretta alimentazione per prevenire e guarire patologie come la laminite (forte infiammazione delle lamine dermiche del piede del cavallo con conseguenze anche gravi).
Il cavallo in natura si ciba prevalentemente di erba da pascolo povero, integrando con arbusti, cortecce, radici; Questo tipo di alimentazione può essere riprodotta per il cavallo domestico utilizzando fieno di buona qualità, ricco di fibre. Da evitare, invece, erbe ricche di carboidrati come le leguminose e l’erba medica. L’integrazione di cereali dovrebbe essere scarsa o nulla, mentre potrebbe essere utile la somministrazioni di minerali e oligominerali.
Tutti gli ospiti equini di IHP – Italian Horse Protection association – vivono “scalzi”, in branco, liberi di muoversi 24h al giorno in recinti molto ampi.
L’alimentazione che viene loro fornita è composta quasi esclusivamente da fieno misto di ottima qualità e, occasionalmente, da erba nei brevi periodi in cui questa germoglia.
Molti dei nostri cavalli sono arrivati nel nostro centro di recupero da situazioni di “gestione classiche” – box e ferratura – o peggio da situazioni d’incuria e maltrattamento. Nel corso del tempo abbiamo evinto che con l’ausilio di una “gestione naturale” etologicamente più corretta otteniamo un miglioramento notevole e repentino delle loro condizioni di salute psicofisiche generali.
Ad IHP l’esempio più eclatante è il nostro asinello Domingo, uno dei primi animali sequestrati per maltrattamento ad arrivare da noi, nel 2008. Le sue condizioni erano veramente penose: il proprietario lo teneva legato in un fazzoletto di terra sporco in stato di abbandono.
(Domingo ad aprile 2008 al momento del sequestro, nella prima foto Domingo oggi)
Gli zoccoli erano diventati deformi e lunghissimi a causa dell’impossibilità di muoversi, l’incuria era tale che si e’ sommata anche ad una grave forma laminitica; inoltre la cavezza, che probabilmente non gli veniva tolta da mesi, lo stringeva sopra la testa tanto da essergli penetrata sotto la pelle.
(Gli zoccoli di Domingo al momento del sequestro ad aprile 2008)
Per fortuna qualcuno notò la sua sofferenza e fu salvato in tempo: con l’aiuto dei nostri veterinari e del nostro esperto pareggiatore Dario, in pochi mesi ha recuperato la salute fisica e psicologica.
(Gli zoccoli di Domingo oggi)
Oggi Domingo è uno degli equini “storici” della nostra Associazione: nonostante il brutto passato ha un carattere docile ed è sempre al centro dell’attenzione di tutte le persone che visitano il centro. L’asinello fa anche parte del gruppo di amici scelti per l’adozione a distanza: visita il nostro sito, in questa pagina troverai tutti gli animali adottabili!
http://www.horseprotection.it/adozione.asp
Nel frattempo puoi seguirci, iscrivendoti alla nostra newsletter: http://www.horseprotection.it/newsletter.asp
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    Grazie per questo bellissimo articolo!

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    Ho adottato nel mese di novembre Leutina una cavalla che la LAV ha sequestrato da una situazione drammatica perchè avevo perduto da poco Benhur cavallo di oramai 30 anni, e il suo amico Pueblo era tutto solo… Le ragazze della LAV mi hanno spiegato proprio quanto leggo in quest’articolo. Ho tolto i ferri anche altro sebbene uno ne deve tenere per un problema posturale…
    sono felice di vederli liberi da ogni “vincolo” umano 🙂

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    ciao! mi incuriosisce molto questa cosa del cavallo scalzo! i mustang hanno zoccoli molto forti e mi chiedevo come fate con i purosangue inglese che invece hanno poca ricrescita e tendono a essere delicati… io ho due compagne di vita di razza haflinger che di inverno tengo sferrate (vivono in paddok e c’è molta neve..e anche se viaggiamo i giretti di allenamento sono brevi anche per evitare di farle sudare troppo) ma soprattutto in estate facciamo trekking in montagna (di norma su gite lunghe alterniamo momenti alla mano e in sella soprattutto in punti ripidi). mi chiedevo sulle pietraie (che qui abbondano) cosa succede allo zoccolo calcolando che per quanto poco peso c’è hanno comunque la sella (americana)! e sul ghiaccio senza ramponi c’è qualche pericolo?

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      Ciao Simona io li lascio nel paddock, e stanno sempre bene, se hai piacere ti lascio il mio indirizzo mail così ti metto in contatto con le ragazze della LAV che si occupano proprio di questo settore, [email protected]
      Ti aspetto

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    • Il purosangue è un equus caballus, come i mustang. Esistono certe differenze, ma possono avere comunque zoccoli forti e sani, se trattati secondo le linee di gestione naturale.
      Senza entrare troppo nei dettagli, diciamo che, se i piedi sono delicati, bisogna capire anzitutto come mai: cioè possono essere in transizione o malati…la cosa è complessa e va vista caso per caso.
      La ricrescita di un piede va in norma intorno agli 8 mm al mese, chi più chi meno….per cui non e’ detto che ci sia poca crescita, magari è più contenuta e comunque non ha niente a che fare con l’essere o non essere scalzo.
      Lo zoccolo, se uscito dalla transizione ed è sano, può fare benissimo trekking e il peso non è un problema (semmai la domanda andrebbe allargata in modo critico al tutto il sistema muscolare-scheletrico-articolare del cavallo sotto lo sforzo con un peso sopra). Comunque la scarpetta, adattata da un professionista pareggiatore, è il modo più semplice per affrontare trekking su terreni impegnativi.
      (ringraziamo ancora Dario Arcamone per la consulenza)

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    Ciao a tutti. A Giugno aprirò finalmente la mia isola che non c’è dei cavalli. Una pensione per cavalli in branco e senza ferri. Fino ad ora, siamo stati presi dalla fatica di realizzare il posto così come lo abbiamo sempre pensato, ma ora siamo pronti a partire…..Sono sicura che c’è un sacco di gente che la pensa come me ma non so dove!! Per ora sono circondata da gente che attacca cavalli al palo e mi guardano come fossi aliena quando racconto come voglio tenere i cavalli. Sapete darmi un consiglio su come diffondere la notizia? magari attraverso qualche blog o newsletters? grazie, Erica

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    Ciao Erika io quello che ti posso dire che ho dei contatti con la LAV sezione equini… caso mai contattami al mio mio mail [email protected]

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