Chiese ecumeniche e animali

Nel mondo delle chiese ecumeniche la presa di consapevolezza del dolore che gli animali subiscono a causa dell’uomo, del diritto alla vita di ogni essere e di una forte presa di posizione ecologica, al di là di ogni antropocentrismo, ha fatto sicuramente dei passi avanti rispetto al cattolicesimo.

Già nel 1983, la sesta Assemblea del Consiglio Ecumenico delle Chiese di Vancouver, chiedeva un maggiore impegno per la giustizia, la pace e l’integrità del creato, specificando che: «un aspetto particolare del concetto di “integrità del creato” potrebbe essere il riconoscimento dell’integrità del valore intrinseco  di ogni creatura vivente ed il mantenimento dell’integrità delle relazioni di ogni creatura con il proprio ambiente» (1). Il valore intrinseco è, qui, confrontabile al concetto di valore-inerente, attribuito agli animali dal filosofo Tom Regan.
Dopo qualche anno, nel 1990, l’Assemblea del Consiglio Ecumenico delle Chiese di Seoul, dichiarava: «Affermiamo che la creazione è prediletta da Dio. In quanto creatore, Dio è la fonte e il sostegno dell’intero universo. Dio ama il creato. Le sue vie misteriose, la sua vita, il suo dinamismo, tutto è il riflesso della gloria del suo creatore. L’azione redentrice di Dio in Gesù Cristo riconcilia tutte le cose e ci chiama all’opera risanatrice dello Spirito in tutta la creazione.[…] Affermiamo che il mondo, in quanto opera di Dio, ha una sua integrità intrinseca; che la terra, l’acqua, l’aria, le foreste, le montagne e tutte le creature, compresa l’umanità, sono buone agli occhi di Dio. L’integrità della creazione ha un aspetto sociale che riconosciamo come pace nella giustizia, e un aspetto ecologico che ravvisiamo nella capacità di autorinnovamento e nella sostenibilità degli ecosistemi naturali». E concludeva, al di là di ogni antropocentrismo: «Ci assumiamo il compito di essere al tempo stesso membri della comunità vivente del creato, in cui siamo semplicemente una specie» (2).
Invitando tutte le comunità cristiane alla comune responsabilità nella salvaguardia del creato, anche nella Carta Ecumenica di Strasburgo (3) si affermerà il valore intrinseco di ogni creatura: «Credendo all’amore di Dio creatore, riconosciamo con gratitudine il dono del creato, il valore e la bellezza della natura. Guardiamo tuttavia con apprensione al fatto che i beni della terra vengono sfruttati senza tener conto del loro valore intrinseco». A tal fine, prosegue il documento: «Raccomandiamo l’istituzione da parte delle Chiese europee di una giornata ecumenica di preghiera per la salvaguardia del creato. Ci impegniamo […] a sostenere le organizzazioni ambientali delle Chiese e le reti ecumeniche che si assumono una responsabilità per la salvaguardia della creazione».
La Confessione Glauberg, dichiarazione ecumenica scritta da un gruppo di ecclesiastici e laici europei, riconoscerà la colpa e il senso di vergogna per il fallimento dell’uomo nel prendersi cura degli animali con i quali condivide questa terra: «Come Chiese noi siamo stati sordi al lamento del travaglio dei nostri compagni di creazione maltrattati e sfruttati» (4).
In occasione della Pasqua 2008, Karl Bopp, docente di teologia pastorale di Benedictbeuer (Baviera) ha, inoltre, parlato del legame che unisce tutte le creature e che quindi proibisce un antropocentrismo assoluto per il quale la natura viene percepita solo come una risorsa per gli interessi utilitaristici dell’uomo.
Il francescano Mons. Gianfranco Girotti, ha recentemente parlato di “peccato ambientale commesso dall’uomo”, concetto nuovo nel vocabolario ecclesiale, che lascia sperare in una svolta verso una visione diversa dell’intera natura creata.
1- C. BIRCH – L. VISCHER, Vivere con gli animali. La comunità delle creature di Dio, Claudiana, Torino 1999, 84-88.
2- Dal documento finale dell’Assemblea ecumenica mondiale di Seoul, 1990, cit. da P. SGROI, Le chiese e la creazione, in «Vita minorum» LXXV/3-4 (2004), 95-116.  Sia l’Assemblea ecumenica di Basilea che quella di Seoul (1989, 1990), hanno avuto come oggetto “Il creato”.
3- Conferenza delle Chiese Europee, Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, La Carta Ecumenica di Strasburgo, Berti, Piacenza 2001, 12-13.

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    Finalmente qualcuno a cui versare l’8 per mille. 🙂

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    Vi invito a firmare questa petizione per il riconoscimento del maltrattamento degli animali come peccato grave: http://www.cattolicivegetariani.it/content/generale/petizione-contro-il-maltrattamento-degli-animali.html

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      ma come si può essere cattolici e vegetariani, riconoscendo autorità e infallibilità ad un uomo come ratzinger che nega che gli animali abbiano un’anima?
      è una domanda che mi pongo, scevra da polemiche alcune…

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        Modesta Bennati 29 Marzo 2011, 8:07 am

        Sono d’accordo. Il dichiararsi cattolici e vegetariani è un evidente ossimoro, infatti nel libro del Catechismo della Chiesa cattolica all’articolo 2417 si legge quanto segue “ Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine. È dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l’uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili, se rimangono entro limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o salvare vite umane.” . E’ esattamente come definirsi cristiani e cattolici. Nulla di più antitetico! Basterebbe leggere il Vangelo per scoprirlo. Buona giornata

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    Condiviso e firmato 🙂

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    L’ecumenismo è un movimento che vede tutte le confessioni cristiane lavorare per l’unità, secondo il desiderio di Gesù che nel Vangelo di Giovanni chiede espressamente al Padre che tutti i credenti in Lui siano una cosa sola. Il termine “chiese ecumeniche” non significa niente: non specifica infatti nessuna confessione (le confessioni sono: cattolica, ortodossa, protestante, etc). Tanto è vero che si parla di “consiglio ecumenico”, di “carta ecumenica”, etc ma non di “chiesa ecumenica”. Sarebbe bene prepararsi un pò meglio prima di scrivere articoli di intento polemico contro il cattolicesimo.
    Una cattolica e vegetariana (e non sono l’unica)

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    Si direbbe che ‘sto vangelo l’abbiano scritto pensando con la pancia.
    Così come anche il corano.
    Anzi, a ben vedere, da come considera(no) anche le donne, oltre agli animali, pure un pò anche col pisello.

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