Cinghiali: morti sospette


Durante il mese di luglio delle strane morti di cinghiali si sono verificate nel dipartimento francese di Côtes d’Armor, in Bretagna.
La settimana scorsa ben otto cadaveri di cinghiali sono stati trovati all’estuario del fiume Gouessant, vicino alla spiaggia Saint Maurice, luogo che viene regolarmente invaso dalle… alghe.
Già a inizio luglio due cinghialetti erano stati trovati morti nello stesso posto. Dopo attento esame le autorità preposte avevano concluso che erano morti per soffocamento, dovuto alla presenza di fango nelle vie respiratorie. Scartando dalle cause l’effetto tossico delle alghe in putrefazione.
In seguito a questi ulteriori decessi la Prefettura ha rilasciato una dichiarazione dove specifica che ulteriori analisi verranno effettuate sui contenuti alimentari degli animali, sui tessuti dei polmoni e sul sangue. A questo punto delle ricerche i risultati autoptici non permettono di identificare con certezza le cause. Gli animali esaminati presentano quadri clinici diversi tra loro e anche lo stato dei polmoni differisce da un esemplare all’altro a causa del fango presente nelle vie respiratorie.
Le analisi di ricerca dell’acido solfidrico saranno svolte in un laboratorio specializzato a Strasburgo, mentre le analisi tossicologiche avverranno a Lione.
Ma già gli ambientalisti francese denunciano la negligenza delle autorità al soggetto di queste maree verdi. La decomposizione delle alghe verdi sprigiona dei gas tossici pericolosi. Quando gli animali respirano questi gas (metano, acido solfidrico, ammoniaca) muoiono e il timore è che possa capitare anche a dei bambini.
La domanda spontanea che si fanno ora i residenti della regione è: “Perché questa zona è la sola di tutti i litorali francesi a presentare una tale mortalità di animali? Di una specie, tra l’altro, abituata a frugare nel terreno per cercare cibo.” Questa è anche la domanda che ha posto l’associazione “Eau et Rivières de Bretagne” in un suo comunicato. Secondo questa associazione le conclusioni alle quali era giunta l’autopsia dei primi due cuccioli di cinghiale non sono rilevanti e non spiegano il perché della morte di altri otto esemplari!
Il Presidente dell’associazione “Halte aux Marées vertes”, Monsieur Michel Guillemot, si inquieta circa la possibilità di sviluppi ulteriori e chiede che venga fatto intervenire l’esercito per pulire le spiagge invase.
Circa una settimana fa c’è stato il raduno in commemorazione di Thierry Morfoisse, a Binic, in occasione del secondo anniversario dal decesso di questo trasportatore che trattava proprio le alghe verdi. Ufficialmente è morto a causa di una crisi cardiaca ma la sua famiglia è convinta che sia stato intossicato dai gas velenosi. Un’indagine è in corso.
La proliferazione anormale delle alghe verdi è legata a delle altissime concentrazioni di nitrati nelle acque, apportati dall’attività umana ed in particolare dall’agricoltura. Spiega l’Agenzia della Sicurezza Sanitaria dell’Ambiente (Anses).
A febbraio scorso gli ecologisti di France Nature Environnement (FNE) avevano avviato una campagna informativa che mostrava un bambino intento a giocare in una spiaggia coperta da alghe. Si sottolineava la pericolosità di queste alghe, la cui decomposizione sprigiona un gas mortale e che sono presenti in quantità anormali a causa dei residui azotati agricoli. La Regione Bretagna aveva querelato FNE per danni all’immagine, la querela era stata in seguito ritirata.

Il fenomeno non è recente, al contrario, dura da qualche anno. Per dare un’idea dell’entità: al 18 luglio 2011 circa 32.000 metri cubi di alghe erano stati raccolti e smaltiti dall’inizio dell’anno. L’anno scorso allo stesso periodo si era arrivati a 28.271, questi i dati della prefettura della regione.
Considerando in questa ottica la situazione non meraviglia il fatto che sul sito della prefettura della Bretagna venissero dati alcuni consigli di precauzione sul comportamento da tenere in caso di presenza di alghe in spiaggia:
-Per evitare tutti i rischi da alghe verdi, soprattutto nei luoghi meno frequentati, non camminare sulle alghe secche che presentano una crosta biancastra, allontanarsi immediatamente appena percepite forte odore di uova marce ed evitate le zone fangose e i corsi d’acqua. Chiamare il 112 (numero delle urgenze europeo) in caso di malessere.
(Foto di stewartmorris su Flickr)

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