Cohousing


Un modo per sostenerci.
Credo che quando c’interessiamo a qualcosa, dico davvero, non parlo di semplice curiosità, è perché abbiamo un bisogno, una necessità di esplorare per trovare un rimedio.
In questo caso il bisogno di appartenenza ad  una communità è  anche un bisogno ancestrale, un retaggio, siamo essere sociali, bisognosi di tribù, di agglomerazioni, di confronti, di scambi…
E poi  diciamocelo chiaramente, da soli non si evolve !
E’ proprio grazie al confronto che possiamo crescere, a volte pur vero anche involvere… ma insomma abbiamo il libero arbitrio no?
Ma come trovare gli strumenti ? Come trovare altri bipedi con gli stessi interessi ? Vi racconto la mia esperienza personale.
Il fil rouge della mia vita è sempre la ricerca e la crescita. Ed avevo anche le idee ben chiare sulla direzione da intrapprendere.
Quindici anni fa, mi capitò in mano un libro sull’ayurveda e scoprii che il buddismo vi era intimimante collegato, vi trovai tutto ciò di cui avevo bisogno.
A proposito vi capita mai di leggere un libro e alla fine magari c’è stata una sola parola o una frase che risuonano, che muovono qualcosa nel vostro essere.  È splendido quando accade, è un risveglio.
E poi c’era un altro dato molto significativo, quando vedevo dei monaci, ma solo tibetani, diventavo un mare di lacrime, il cuore si scioglieva letteralmente. Ma è strano, perché non erano lacrime né di dolore né di gioia, erano totalizzanti! Perciò mi dissi che avevo abbastanza elementi per muovermi e così feci.
Cercai un posto bello per soddisfare il mio bisogno di bellezza ed i miei sensi e dunque la scelta si posò sulle belle colline toscane.
Il secondo requisto che cercavo, era che doveva essere attivo, molto attivo.
Ecco che lo scoprii forse fin troppo popolato, dico 150 persone iniziano ad essere tantine, no? Non mi aspettavo un posto così grande e non sapevo nemmeno cosa aspettarmi a dirla tutta.
A quei tempi internet non era poi cosi’ capillare come oggi…
Un aspetto sottovalutato, dato da un’educazione erronea, è proprio l’aspettativa…
Ci hanno insegnato che,  per avere bisogna dare e che quando dai è chiaro che riceverai, quindi siamo bloccati in un meccanismo mentale perverso.
Il “trucco” quando ce lo concediamo, è proprio di andare verso qualcosa senza aspettativa… in uno stato di completa apertura alle possibilità, io lo chiamo lo sguardo innocente di un bambino.
Dunque ero arrivata in una comunità con dei residenti e con tante persone che venivano e andavano. Mi sembrava di stare in una terra pura, in un altro spazio/tempo.
Furono due anni intensamente vissuti, di lotte, di amore, di dolore, di sorrisi, di pianti e di gratitudine, insomma quello che accade nella vita di tutti i giorni con la differenza che quando sei in una comunità gli stimoli sono tanti e a volte sono come i fuochi d’artificio da uno ne partono tanti.
Comunque era un posto che mi permetteva di Essere e non mi era mai successo prima.
L’esperienza di comunità è un valore aggiunto, un vero arricchimento soprattutto al giorno d’oggi dove le famiglie si compongono solo di genitori e sì e no di un figlio… Comunità con le sue gerarchie, regole, idiosincrasie  e tanto altro.
Poi ho continuato la mia strada in cerca di radici, sognando sempre di condividere un contenitore con persone simili, che fossero interessate alla qualità della vita, all’Essere più che all’avere…
Ma nel quale anche consolare la solitudine, sembrerà strano ma anche i giovani soffrono di solitudine… un contenitore dove sentirsi utili e dove ci sono scambi generazionali con gli anziani  ad esempio, come un tempo, essi sono veri tutelari della storia e affascinanti cantastorie, si accendono subito quando gli chiedi qualcosa, e sono instancabili nel raccontare il loro vissuto, le loro sofferenze, le loro gioie e passioni!
Purtroppo hanno perso il loro valore in questa società capitalista, individualista e omologata!
Il cambiamento per come la vedo io, è un esperienza che arricchisce.
Provate a pensare… esso è destabilizzante non solo per il luogo, ma perchè stravolge le abitudini ed i ritmi quotidiani che, acquisiti nel tempo, sono per tutti una piacevole culla, una sicurezza che a volte si trasforma in prigione, una sorta di blocco che fossilizza, nel suo tran-tran o nel suo comfort, e non permette di fare nuove esperienze o di crescere.
Ho visto un progetto che mi piace molto di Banca Popolare Etica e Jacopo Fo, guarda qui.
Nelle incantevoli valli umbre, tra Gubbio e Perugia sta per nascere un Ecovillaggio solare che ospiterà 56 unità abitative tutte realizzate secondo i più rigorosi criteri di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica.Un vero e proprio borgo che prenderà vita in parte grazie alla ristrutturazione di edifici antichi (tra cui una fattoria e un mulino), in parte grazie alla realizzazione di nuovi fabbricati. Il villaggio – che ospiterà abitazioni e strutture di recezione turistica – sarà ‘governato’ secondo criteri cooperativi e mutualistici e proprio una cooperativa – costituita da tutti coloro che vorranno abitare e investire in questo progetto all’avanguardia – ne assumerà la gestione.
Non ci resta che provare.
Il termine cohousing è utilizzato per definire degli insediamenti abitativi composti da abitazioni private corredate da ampi spazi (coperti e scoperti) destinati all’uso comune e alla condivisione tra i cohousers. Tra i servizi di uso comune vi possono essere ampie cucine, lavanderie, spazi per gli ospiti, laboratori per il fai da te, spazi gioco per i bambini, palestra, piscina, internet-cafè, biblioteca e altro. Di solito un progetto di cohousing comprende diverse famiglie che convivono come una comunità di vicinato (vicinato elettivo) e gestiscono gli spazi comuni in modo collettivo ottenendo in questo modo risparmi economici e benefici di natura ecologica e sociale.
La prima esperienza di cohousing nacque nel 1972 nei pressi di Copenhagen in Danimarca, da allora vi è stata una progressiva diffusione negli Stati Uniti e nei paesi a cultura anglosassone.
Il cohousing si sta affermando come strategia di sostenibilità: se da un lato, infatti, la progettazione partecipata  e la condivisione di spazi, attrezzature e risorse agevola la socializzazione e la mutualità tra gli individui, dall’altro questa pratica, unitamente ad altri “approcci” quali ad esempio la costituzione di gruppi d’acquisto solidale, il car-sharing o la localizzazione di diversi servizi, favoriscono il risparmio energetico e diminuiscono l’impatto ambientale della comunità.
Qui trovate un video descrittivo interessante e intelligente girato a Roma, alla Città dell’Altraeconomia, dove più o meno cento persone sono venute all’incontro organizzato da Ecoabitare, con la presenza di Matthieu Lietaert, curatore del libro+DVD Cohousing e Condomini Solidali (AAM Terra Nuova, 2007).
(Foto di  qwrrty su Flickr)

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  1. E’ molto interessante questa tua esperienza e la descrizione del progetto cohousing. Purtroppo nel nostro paese siamo poco inclini a questo tipo di modalità abitativa che, oltre a essere un’esperienza che arricchisce umanamemte è anche un modo per ridurre gli sprechi. Grazie per averlo condiviso.

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    • Grazie Tiziana:) penso che ogni cosa abbia bisogno di familiarità….oggi un concetto poco conosciuto è vero ma bisogna parlarne di piu’ e condividere le nostre esperienze personali….chissà a NY cosa combinano 😉
      Buona serata

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  2. Avatar

    …complimenti per la tua esperienza di vita… per quanto riguarda il cohousing me ne ero interessato un po’ di tempo fa, constatando che, aldilà delle parole, in Toscana perlomeno, non si trovavano progetti facilmente fattibili o concreti. Spero si possano aprire progetti reali, da ora in avanti….

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  3. Mi sembra che il progetto di Jacopo Fo sia molto interessante e poi l’Umbria quanto è bella 😀
    Beh siamo qui per questo, creiamolo noi!!
    Buona serata

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  4. Avatar

    bello l’ecovillaggio solare in Umbria,
    stanno nascendo in tutta Italia molte esperienze di cohousing, a Ferrara stiamo partendo con un gruppo e la cosa più difficile è farci conoscere, pochi sanno cos’è e sono diffidenti… siamo vegetariani ma aperti a tutti, chi è interessato può contattarci tramite il sito! ciao

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  5. Buongiorno Alida, testimonianza fantastica e che bello meno PIL e piu’ FIL (felicità interna lorda)!!
    Aggiungo il tuo sito http://www.cohousingsolidaria.org per contatti, vado a leggerlo per bene.
    Buona giornata

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  6. Qui avete il link diretto dell’ecovillaggio solare in Umbria
    http://www.jacopofo.com/ecovillaggio-solare-ambiente
    mi fa troppa voglia!!

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  7. Avatar

    Grazie mille! Sono Gabriella e mi occupo di dare informazioni sll’ecovillaggio solare che nascerà in Umbria. Grazie davvero per tutto. Chi volesse informazioni più dettagliate può scrivermi a [email protected].
    Un abbraccio a tutti… Maryline, quando vuoi ti aspetto!

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  8. Grazie Gabriella del tuo prezioso intervento, non passa giorno che non ci pensi!
    E’ importante divulgare, far conoscere.
    Per la maggior parte delle persone poi, la famiglia classica di riferimento non risponde piu’ alle proprie esigenze ma abbiamo comunque bisogno di supportarci..quindi complimenti e coraggio!!

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  9. Vi segnalo MeditAmare. Ha sede ad Imperia ed è un’associazione culturale che rilancia la meditazione e la decrescita attraverso l’esperienza di vita del cohousing diffuso. Matteo Lodi e Martina Ghiazza ci hanno raccontato la storia del loro progetto appena nato, invitando chiunque desideri ‘scollocarsi’ dall’attuale stile di vita ad unirsi a loro. Ma attenzione: non si tratta del solito ecovillaggio in campagna, ma di una rete di scollocamento sul mare, dispersa fra i borghi ed in città.
    http://www.meditamare.it

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