Ecologia: il cibo del futuro è vegan, ecco perchè non mangeremo insetti

L’emergenza riguardo all’ambiente, come il global warming e la desertificazione, causata da uso sconsiderato di petrolio, plastiche, carburanti fossili e non meno importante, dall’industria alimentare di carne e latte, è ogni giorno più seria. Dal mondo dell’ecologia molti parlano di riconvertire le abitudini alimentari di miliardi di persone, sostituendo la carne con i meno impattanti, ma di sicuro non etici, insetti. Spieghiamo qui come questa opzione non solo è per niente etica nei confronti degli insetti, ma anche poco salutare e nemmeno così ecosostenibile.

Ogni anno in corrispondenza dell’Earth Day (il 22 aprile) i media “si ricordano” del problema del riscaldamento globale e di come la nostra Terra stia soffrendo a causa delle nostre scelte, e come le nostre scelte individuali possano fare una differenza. Puntuale come un orologio arriva lo studio dell’ecologo che dichiara che per il futuro del nostro pianeta dovremo mangiare insetti. Niente di più sbagliato.Se per alcune culture culinarie, come quella messicana o quella della Thailandia, mangiare insetti è una cosa normale, di sicuro nell’immaginario collettivo del resto del mondo è assolutamente assurdo. Sorvolando sul fatto che ogni cultura umana abusa e sfrutta alcuni animali piuttosto che altri (pensiamo a come alcuni animali in un paese siano considerati d’affezione e altri da reddito), perchè la cultura umana (o almeno quella di chi non ha scelto uno stile di vita non violento e vegan) è fondamentalmente specista; il problema di una dieta a base di insetti, tanto decantata da molti esperti di ecologia e nutrizione, è che è non sostenibile e non etica.Se partiamo dal fatto che ogni persona che sviluppa una sensibilità per la Vita in ogni sua forma, uccidere una mucca piuttosto che decine di cavallette per nutrirsi (tra l’altro fritte mentre ancora vive), è aberrante allo stesso modo. Se è vero che non ci sono dati etologici certi per determinare il grado di coscienza del dolore degli insetti, è facile intuire come nessun essere vivente voglia essere ucciso e lotti per la sua sopravvivenza. D’altro canto, sono sempre di più le persone vegane e non che si interrogano sull’impatto dell’agricoltura convenzionale sulla fauna, soprattutto sugli insetti, e a questo riguardo scelgono prodotti biologici, coltivati con forme di lotta ai parassiti non impattanti e non violente.

Dal punto di vista dell’ambiente, i sostenitori di un’alimentazione che includa insetti sostengono che essi si potrebbero nutrire degli scarti biologici e non solo degli umani. In poche parole, si sostiene che si possa risolvere il problema di rifiuti e cibo allo stesso modo. È facile intuire che, se anche fosse etico moralmente mangiarli, un insetto che si nutre di spazzatura non abbia valori nutrizionali ottimali e porti con sé potenziali tossine e perfino malattie. Non sarebbe forse più coscienzioso pensare a un riciclo effettivo dei materiali, a una riduzione del packaging specialmente in plastica, e a un riutilizzo effettivo degli scarti biologici per produrre ottimo fertilizzante naturale per far crescere piante destinate a alimentare direttamente le persone?

Joshua Evans, ricercatore canadese alla Oxford University e co-autore del libro On Eating Insects (Phaidon, 2017), ha ammesso “il fatto che si dichiari che gli insetti siano una panacea per la salute, le risorse e i cambiamenti climatici è una falsa propaganda creata per fini di marketing” “Si parla spesso di uno specifico organismo come ‘sostenibile’ o ‘non sostenibile, ma la sostenibilità va vista in prospettiva, come proprietà del sistema. E di sicuro rimpiazzare gli allevamenti intensivi di animali con allevamenti intensivi di insetti avrebbe di sicuro degli effetti devastanti sul pianeta e sull’ecosistema, effetti su cui non abbiamo ancora studi sufficienti ma che potrebbero essere di gran lunga peggiori delle previsioni. ”

Un altro problema di cui, sempre ipotizzando che gli insetti siano un cibo etico, è il gusto: per rendere appetibili larve e cavallette bisognerebbe nutrirle con piante e cereali ad hoc, che potrebbero altrimenti essere usate per alimentare direttamente le persone. Oppure si spalancherebbe la porta agli OGM, che quasi all’unanimità a livello scientifico, possiamo considerare una scelta sbagliata. Inoltre, dal momento che a differenza della carne, gli insetti non possono essere venduti in larga scala così come sono ma processati (essiccati, polverizzati etc) non si può pensare che questo sia ovviamente ecosostenibile. In aggiunta, pensando alle possibili fughe dall’allevamento che nel caso di insetti di piccole dimensioni è più che probabile a meno che l’allevamento sia a tenuta stagna, possiamo dire che siamo davanti alla potenziale distruzione di equilibri ecologici.

Dal punto di vista etico, purtroppo, c’è un problema: per chi ancora si ciba di cibi animali e non riesce a provare empatia nemmeno per animali con emozioni molto palesi e riconoscibili, come mammiferi e ovipari quali mucche, maiali e galline, è difficile provare empatia per gli insetti. Di base, chi non ha una sensibilità per gli animali, difficilmente avrà sensibilità per gli insetti, da sempre reietti nei mondo dei diritti animali e considerati “brutti sporchi e cattivi“. Possiamo solo sperare nel disgusto delle persone, piuttosto che giocare la dura carta dell’empatia, anche se comunque continueremo a proporre il rispetto per gli animali tutti, insetti compresi.

Ma allora, come risolvere il problema della fame nel mondo? La risposta è tanto complicata quanto semplice: una dieta vegana riduce lo spreco energetico, ovvero il dover nutrire di vegetali un animale per poterne utilizzare la carne o derivati. Questo “spreco” di cereali, oltre che di acqua e di energia è azzerato dal momento in cui ci si nutre direttamente e efficientemente dei vegetali stessi in una dieta vegana.

Secondo una ricerca della Lav di alcuni anni fa, ma sempre attuale, “Rinunciando a una bistecca da 500 gr una volta a settimana, si salvano 910 mq di foresta, si risparmiano 390 kg di cereali, 403.000 litri d’acqua, 936 kg di Co2 in un anno. Un giorno “veg” a settimana, condiviso da 65 milioni di persone, risparmierebbe l’equivalente in emissioni di Co2 prodotte da 1 miliardo e 600 milioni di km percorsi con un Suv. Una sola persona che decide di mangiare ‘veg’ anche un giorno a settimana per un anno, può risparmiare l’equivalente del consumo di una lampadina accesa ininterrottamente per 277 giorni, e il corrispettivo d’acqua di 32 docce per pasto.” Immaginiamo come queste cifre possano diventare incredibilmente enormi se moltiplicate per 365 giorni l’anno, per tutta la vita, con una scelta condivisa da tutti!!

Inoltre, last but not least, le proteine derivate dagli insetti non sono nè così salutari (e inoltre non ci sono abbastanza studi a riguardo) e efficienti: una dieta a base di vegetali, se ben bilanciata, può ovviare a qualsiasi problema di malnutrizione. Lo sviluppo, per esempio, di sistemi di agricoltura sinergica e permacoltura, possono permettere una buona resa senza pesticidi che avvelenino l’ambiente e con poco impegno. Se le monocolture, fino ad adesso appannaggio di grosse multinazionali, hanno affamato i paesi del Sud del mondo, la strada non è creare delle fattorie dell”orrore” dove allevare in massa degli insetti ma ritornare a un’agricoltura più simile a quella di sussistenza, che provvede a una varietà di frutta a verdura per tutto l’anno, implementando le tecniche locali con sistemi globali di sviluppo sostenibile, tra cui l’uso di superfood a basso impatto ambientale, come le alghe (e prima fra tutti l’alga spirulina, ricca di proteine, amminoacidi, vitamine, calcio e ferro), che può prolificare in modo quasi spontaneo e a basso impatto, in moltissimi paesi tropicali ed a clima caldo. Molti altri cibi vegetali estremamente nutrienti, come le arachidi o gli anacardi, crescono facilmente in zone tropicali.

Detto questo, non resta che continuare sulla strada vegan e adottare unos tile di vita sostenibile, e sperare che il futuro del mondo non siano gli insetti. Possiamo fare dei cambiamenti ora, in questo momento, a partire dal tuo piatto !!

Per avere molte altre informazioni su sviluppo sostenibile e dieta vegan, vieni a trovarci al Bologna VeganFest, presso Sana, dal 7 al 10 settembre.

 

 

 

 

  1. Avatar
    Enzo Reppiani 1 July 2018, 2:55 pm

    Articolo veramente molto interessante: esaustivo, scientificamente corretto e portatore di un nuovo ed interessante punto di vista sulla nutrizione del futuro! Fa piacere che nel mondo dell’ecologismo ci siano delle voci “fuori dal coro” per quanto riguarda il consumo e l’allevamento di insetti a scopo alimentare! Io personalmente sono anni che dico che sia estremamente pericoloso a livello ambientale e per la salute, ma i miei argomenti erano sempre un pò incompleti. Adesso avrò un bell’articolo da postare e far leggere. Bel lavoro, continuate così.

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