Educazione Parentale al VeganFest

veganfest2014 Al VeganFest Indoor 2014 a Bologna si parlerà di Educazione Parentale, con Erika Di Martino.
Nel programma delle Conferenze che si terranno al VeganFest Indoor 2014 di Bologna, curato da Associazione Vegani Italiani Onlus, ci sarà anche un intervento sull’Educazione Parentale, curato da Erika di Martino.
Erika Di Martino è madre di quattro figli che non sono mai andati a scuola, si occupa di educazione e Homeschooling da anni. È la fondatrice del Network Italiano
www.educazioneparentale.org e blogger su www.controscuola.it. Laureata in lingue, scrittrice, family&life coach e social community manager, ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi alla diffusione dello stile di genitorialità ad alto contatto tramite il suo lavoro di consulente personale e organizzatrice di convegni. Ques’anno ha pubblicato il primo libro in Italia sull’argomento: Homeschooling. L’educazione parentale in Italia. L’abbiamo incontrata per capirne di più su questo interessante argomento di cui si sente poco parlare.
– Ciao Erika, a Settembre ci vedremo a Bologna per il VeganFest Indoor per parlare di Educazione Parentale, puoi spiegare brevemente ai nostri lettori di cosa si tratta?
Volentieri: l’Educazione Parentale, detta anche Homeschooling, è l’istruzione impartita dai genitori o da altre persone scelte dalla famiglia ai propri figli. Si può coinvolgere nell’educazione chiunque abbia la voglia e la capacità di trasmettere conoscenza e abilità, sfruttando tutte le fonti di conoscenza e competenza che sono disponibili nell’ambiente circostante alla famiglia. Alcune famiglie preferiscono seguire degli orari giornalieri, utilizzando i testi e programmi scolastici, altre desiderano affidarsi a un apprendimento più naturale e spontaneo dove si assecondano i bisogni, gli interessi e capacità dei figli in veste di aiutanti e guide. Chi sceglie di educare a casa è sottoposto solo alla Legislazione Statale, non è quindi soggetto a norme regionali né provinciali, ed uno studente può coprire tutto il proprio percorso di studi (fino all’università) senza mai mettere piede in aula. L’educazione parentale è la scelta educativa più coinvolgente e innovativa che si possa scegliere e senza dubbio quella che darà più valore al proprio tempo. Si parla tanto di slow food, di slow turism, quindi potremmo in questo caso parlare di slow education, ma non perché i bambini imparino a un ritmo lento (anzi, è velocissimo), ma perché non ci sono corse per stare dietro ai programmi, o tempi stretti per raggiungere quel bus giallo alla mattina. Con l’Homeschooling si possono rispettare i ritmi naturali del proprio corpo, le proprie necessità, e rimanere in sintonia con il passare delle stagioni. Tutto ritrova una dimensione personale e si annulla lo stress dello scolaro e l’ansia da prestazione.
– Cosa dice la legge in merito all’Homeschooling? È legale? A che ordini di scuola è applicabile?

Certo che è legale fare homeschooling in Italia: la Costituzione Italiana è molto chiara al riguardo, cito l’articolo 30 e 33: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire, educare i figli […] nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti”; “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione”. Quando si sente parlare della “scuola dell’obbligo” si è portati a dare per scontato che la scuola di per sé sia un obbligo, mentre invece questa frase è una generalizzazione. L’istruzione è un obbligo, ma il modo in cui ottenerla rimane a discrezione del genitore. Inoltre l’Educazione Parentale può coprire tutto il ciclo dell’istruzione obbligatoria e portare i ragazzi fino all’università.  Non esistono esami annuali obbligatori: l’esame rimane un diritto, ma che assolutamente non è un obbligo. È legittimo, per i genitori che lo ritengono necessario, chiedere un esame d’idoneità annuale che formalizzi la carriera scolastica del figlio, oppure per inserire nuovamente il bambino nel percorso scolastico tradizionale.
– Com’è nato il tuo interesse per questo argomento e come hai mosso i primi passi in questo campo?
Quando si avvicinava per il mio primogenito (che ora ha quasi 10 anni) l’inizio della scuola primaria, amici e parenti accoglievano il momento con frasi del tipo: “Divertiti adesso, che poi ti tocca studiare” e “Vedrai, quando ti dovrai alzare la mattina presto per fare i compiti!”. Thomas, sbigottito, mi guardava con i suoi occhioni neri e un faccino interrogativo. Pensare che lo avevo  mandato alla materna solo qualche mese a 5 anni, facendogli frequentare solo qualche ora al mattino. Dopo poche settimane ho notato in nostro figlio degli atteggiamenti aggressivi, una forte competitività e un’inusuale stanchezza associata a stress. Passava a scuola solamente due o tre ore a seconda dei giorni ma, nonostante il tempo limitato, le conseguenze di questa socializzazione forzata, di questo ambiente artificiale fatto di premi e punizioni, avevano comunque lasciato un segno in lui. L’armonia della famiglia si era incrinata. Da noi, poi, c’era solo il tempo pieno alle primarie, e io non volevo godere della sua presenza solo nei ritagli di tempo. “Signora, ma lei è pazza! Qui i genitori non vedono l’ora di mollare i propri figli. È impossibile trovare una scuola come dice lei nella sua zona. La scuola che vuole lei non esiste!”. Questa è stata la risposta che ho ricevuto al telefono dalla segreteria del mio distretto scolastico quando ho cercato di reperire alcune informazioni che mi stavano a cuore. “Bene”, ho pensato, “se fare domande e ricercare risposte fa di me una pazza per il sistema, allora preferisco rimanerne completamente estranea”. Questo è stato per me il punto di partenza all’Educazione Parentale. Allora non vi era praticamente nulla sull’Educazione Parentale in Italia, zero siti, zero informazioni. Così nel 2010 io e mio marito abbiamo fondato il blog informativo controscuola.it che ancora oggi è un’ancora per coloro che si stanno avvicinando all’Homeschooling.
homeschooling
– Sei l’ideatrice del portale www.educazioneparentale.com, puoi spiegarci come funziona?
Educazione Parentale.org è il social network riservato a coloro che hanno intenzione di occuparsi dell’istruzione dei propri figli, ora e in futuro, e a coloro che lo hanno fatto in passato. Questo network non segue nessuna ideologia specifica, è aperto a tutti coloro che praticano l’educazione familiare indipendentemente dalla loro religione, filosofia di vita, Paese d’origine, identità etnica, metodo educativo e stato di salute (sia del figlio che del genitore). Si accolgono realtà quanto più diversificate possibile per creare una comunità online multiculturale. Online ci sono anche anche cittadini italiani che fanno Educazione Parentale all’estero. Questo network è il posto giusto per trovare e dare incoraggiamento, condividere esperienze e conoscersi. Organizziamo eventi per famiglie, ci sono pagine dedicate alla didattica con esempi di programmi scolastici, sezioni dedicate a ciascuna fascia d’età, gruppi divisi per città e regioni (utile per chi cerca contatti nella propria zona) e molto altro. I membri del sito si potranno tenere aggiornati sulle leggi e sulle reciproche esperienze con le istituzioni. L’Homeschooling può essere una scelta difficile quando ci si sente soli e osteggiati, è quindi fondamentale mettersi in rete e unirsi ad un gruppo organizzato. Per coprire i costi di gestione e per divulgure la conoscenza di questa possibilità educativa si richiede una donazione di ingresso di minimo 20 euro. L’abbonamento è vitalizio e la quota d’ingresso permette anche di filtrare gli ingressi, tenendo lontani venditori e curiosi, e garantire una certa privacy agli utenti.
– Che tipo di famiglie optano per l’educazione parentale?
Non esiste un tipo specifico di famiglia che sceglie l’Homeschooling. Sempre più genitori stanno scegliendo di non mandare i propri figli a scuola, preferendo un percorso di studi personalizzato che rispetti le necessità, le passioni e i tempi di ciascun bambino. Alcuni credono che educare sia un privilegio per famiglie con un introito economico elevato, ma non è affatto vero. Anzi, la maggior parte delle famiglie che educano a casa i propri figli appartengono a un ceto medio, basso. Infatti educare a casa può essere decisamente più economico che mandare i propri figli a scuola: per esempio non dovreste comprare il corredo scuola, spendere per pasti mensa non consumati, litri di benzina sprecati nel traffico, tassazioni extra e potreste anche evitare le ultime mode del momento, risparmiando così in vestiti e gadget. Non è necessario istruire I propri figlii per otto ore al giorno come avviene a scuola, i tempi con l’Educazione Parentale sono estremamente ridotti, perchè di qualità oppure intensi, l’Homeschooling è una scelta creativa che richiede persone creative, ripensando i propri stili lavorativi si possono gestire lavoro, hobbies, casa e figli in maniera armoniosa e senza andare in bancarotta.
– Quanti sono gli homeschooler in Italia e nel mondo?
In Italia le famiglie che fanno HS sono circa un migliaio. I ragazzi educati a casa negli Stati Uniti sono all’incirca 2 milioni, mentre sono pressoché 70 mila in Inghilterra, 60 mila in Canada, 3 mila in Francia e 2 mila in Spagna. Il trend è in continua crescita e anche i college più prestigiosi oggi stendono il tappeto rosso a coloro che sono stati educati tra le mura domestiche. Più di novecento università nel mondo accettano le iscrizioni degli homeschoolers e tra queste si annoverano Harvard, Cornell, Princeton, Dartmouth e Yale.
– Che consigli daresti a chi si affaccia per la prima volta a questo mondo?
All’inizio del cammino di Homeschooling non spendete troppi soldi sul materiale didattico. La prima cosa che dovete fare è mettervi in contatto con altre famiglie che stanno già educando a casa per scambiare opinioni e consigli: tutto questo è gratuito. Approfondite la parte legislative e prendete dimestichezza con i vostri diritti e doveri. Magari regalatevi una connessione veloce per sfruttate il web al meglio e confrontatevi con i vostri figli prima di fare acquisti per loro, probabilmente vi faranno risparmiare parecchi soldi. Inoltre, leggete libri sull’argomento, molti sono in inglese (consiglio John Holt), ma qualcosa in italiano si trova, e guardate i video che ci sono online (sul canale Controscuola di Youtube).
– Quali sono le differenze con la scuola tradizionale?
La scuola, attraverso le sue modalità di insegnamento piatte e obsolete, incoraggia il conformismo e incrementa il pensiero convergente a scapito del pensiero divergente e della creatività. Tramite l’Homeschooling, potrete aiutare i vostri figli a crescere in libertà, dando loro la possibilità di imparare in maniera gioiosa, esplorativa e appassionata, nel rispetto dei propri ritmi. È un’ottima scelta anche per bambini affetti da DSA e con problem di autismo. Vorrei soffermarmi sull’Unschooling, poiché riflette bene il modo in cui io e mio marito gestiamo l’istruzione dei nostri figli. Al contrario dell’HS dove si segue comunque un programma scolastico, facendo Unschooling si seguono gli interessi dei propri figli individualmente, lasciando loro libera scelta su cosa imparare. Infatti io non ho alcun interesse nel riprodurre la scuola a casa e raramente mi troverete nei panni della maestra. L’istruzione non è lo scopo dell’Unschooling. Al primo posto della lista dei valori di chi sceglie di continuare con l’Attachment Parenting (che comprende anche l’allattamento a richiesta, l’abitudine di portare i bambini in fascia, la nanna nel lettone…) si trova la felicità e la possibilità di vivere insieme armoniosamente, lasciando che ciascun membro della famiglia segua le proprie inclinazioni.
– Ci sono degli studi sull’efficacia dell’Homeschooling rispetto alla scuola tradizionale?
Molte persone affermate, con lavori prestigiosi o con carriere eccellenti sono stati HS da bambini. Forse questa è la conferma migliore per affermare che questo metodo funziona. Alcuni esempi? Venus e Serena Williams, coppia inarrestabile del tennis che detiene 20 titoli del Grande Slam; il Dott. Willard S. Boyle, vincitore del Premio Nobel per la fisica nel 2009; Julian Assange, giornalista, programmatore e attivista australiano, noto principalmente per la sua collaborazione al sito WikiLeaks, del quale è co-fondatore e caporedattore; Margaret Atwood, poetessa, scrittrice e ambientalista canadese. Alcune persone sono convinte che, facendo Homeschooling, non si possano seguire piani di studio scientifici. Evidentemente essi ignorano che, nel mondo, la maggior parte degli scienziati e inventori del passato non hanno seguito un percorso d’istruzione convenzionale. Inoltre, molti dei più famosi scienziati, ingegneri e matematici del presente, sono emersi dalla comunità di homeschoolers. Per esempio, Grant Colfax, l’attuale Direttore della Commissione Nazionale Americana AIDS e stretto collaboratore del Presidente Obama, è stato educato dai propri genitori nella loro fattoria in California e si è in seguito laureato ad Harvard. Francis Collins, che è l’attuale Presidente dell’Istituto Nazionale della Salute Americano (National Institutes of Health) e ha guidato il Progetto di ricerca scientifica internazionale sul Genoma Umano, ha fatto Homeschooling fino all’età di dodici anni, mentre John Linsley, noto astrofisico che realizzò il primo grande rivelatore per EAS (raggi gamma di alta energia che entrano nell’atmosfera) nel 1959 e che ricevette la nomina al Premio Nobel nel 1980, fu educato a casa durante tutto il corso della sua infanzia. Negli USA e in Inghilterra vi sono svariate ricerche in merito, tutte con esiti positvi pr l’HS.
Homeschooling
– C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere?
Vorrei che i vostri lettori riflettessero sulla decisione di mandare o meno i propri figli a scuola. Molti sono oggi sorpresi dalla scelta di non mandare i propri figli a scuola perché non conoscono quante possibilità ha da offrire questa scelta. Molti non si rendono conto quanto sia al contrario limitativo decidere di mandare i propri figli a scuola, perché non si sono mai fermati a pensare ad una alternativa. Il mio lavoro di diffusione ha come nome “Educazione Parentale”, ma quello che mi prefiggo di fare è cercare di cambiare innanzitutto i paradigmi dell’educazione, rendendola più umana, amorevole, comprensiva. Senza voti, senza giudizi, senza schemi prestabiliti, nei quali, per forza di cose, non tutti trovano uno spazio. La scuola di oggi è troppo lunga e omologante, inoltre dividere le persone per gruppi chiusi che entrano in relazione solo al fine settimana o la sera dopo una giornata di lavoro è nocivo per tutti, non solo per i bambini, Il perno della società è la famiglia che da anni viene divisa, punita, aggredita, il cui tempo per stare insieme veramante è sempre meno. Scegliendo di educare a casa, non solo si offre un percorso personalizzato e rispettoso ai propri figli, ma da genitori si cresce come non mai. Sono i nostri figli i nostri maestri.
– Grazie mille Erika per la tua disponibilità.
Grazie a te e a tutti i lettori… ci vediamo al VeganFest!
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Alessandro Tulli 335.429716
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