Evita latte e formaggi

L’unico aspetto positivo del latte è che chi lo beve è convinto che gli faccia bene. L’essere convinti di una cosa condiziona molto l’effetto che una cosa può avere: si chiama effetto placebo. Sono centinaia le ricerche scientifiche che hanno dimostrato la nocività del latte di mucca per l’uomo e soprattutto per i bambini, ma, chissà perché (?!), i risultati di queste ricerche non vengono mai divulgati.

Anche quei medici, dietologi e nutrizionisti che non sono abituati a cercare da soli le informazioni tra le innumerevoli ricerche scientifiche pubblicate e disponibili, lo ignorano. Il latte è l’alimento perfetto che la natura ha creato per ogni neonato che lo succhia direttamente dal seno di sua madre, e basta! Ciò vale sia per l’uomo sia per gli animali; dopo lo svezzamento il neonato dovrebbe passare subito ad altri alimenti (sani e rispettosi della sua natura). All’apparenza il latte umano, vaccino o di altri animali, sembra uguale: è sempre un liquido bianco. In realtà la composizione varia molto tra le diverse specie, ma gli aspetti negativi non derivano solo dalla scelta di alimentarsi con qualcosa destinato a una diversa specie. L’uomo non solo è l’unico mammifero che si nutre del latte animale, ma è anche l’unico che continua a farlo dopo lo svezzamento.

Riguardo al latte pastorizzato poi, non fa bene neppure ai vitelli: pochi sanno che nove vitelli su 10 nutriti con latte pastorizzato muoiono prima di raggiungere la maturità.
Se il calcio in esso contenuto è uno dei motivi per cui ti è stato fatto credere che il latte vaccino faccia bene, considera i seguenti aspetti: Il primo è che la mucca è un erbivoro ruminante (che si dovrebbe, perciò, nutrire di erba) e il calcio presente nel suo latte lo attinge proprio dal mondo vegetale. Perché far fare a una mucca ciò che anche il tuo organismo può fare benissimo? Il secondo è che il calcio presente nel latte di mucca non solo è poco assorbibile dall’uomo, perché, come vedremo più avanti, ha un rapporto sfavorevole con il fosforo (anch’esso contenuto nel latte), ma è minore di quello “consumato” dal corpo per controbilanciarne l’effetto acidificante.

Molti vegetali, tra i quali la verdura verde, coste, rape, fagioli e legumi in genere, radicchio, mandorle e broccoli contengono invece calcio ben assorbibile dall’organismo umano. In ogni caso il calcio può essere efficientemente utilizzato dal corpo umano solo avendo a disposizione la vitamina D (in realtà un ormone) che produce, trasformando in essa il colesterolo grazie ai preziosi raggi ultravioletti (UVB) presenti nella luce del sole. Chi vive in ambienti illuminati artificialmente privi di UV ed evita la luce del sole, può anche assumere calcio, ma il suo corpo non riuscirà a utilizzarlo.

Sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature” del 6 luglio 1974 è stata pubblicata una ricerca che ha dimostrato che una proteina presente nel latte di mucca è responsabile dei mal di testa che affliggono moltissime persone. Se poi consideriamo come e con cosa vengono nutrite le mucche da latte, e i farmaci – l’RBGH (l’ormone bovino della crescita ricombinato), tanto per citarne uno – che vengono normalmente iniettati all’animale affinché produca più latte, oltre a tutti i processi di lavorazione a cui il latte stesso viene sottoposto, non vi sono reali motivi per nutrirsi di latte se non quello di alimentare l’industria latto-casearia e farmaceutica. Tuttavia l’uomo ha il grande vantaggio di poter sopravvivere (passando però in genere, da un malanno all’altro) anche nutrendosi in modo contrario alla sua natura. A un essere umano che stesse morendo di fame il latte di mucca potrebbe certo permettere di sopravvivere, ma per chi ambisce a vivere in piena salute e vitalità non è certo l’alimento più indicato.

Il dott. Roy Martina, famoso medico olandese, nel suo libretto Vitalità (Ipsa editore) elenca 21 bevande secondo un ordine che va dalla più sana alla più nociva per l’essere umano. All’ultimo posto (la più la nociva) di questa lista, dopo caffè, birra, coca-cola e liquori come rum, whisky e grappa, si trova il latte vaccino. Tra gli effetti negativi indicati vi sono: irritazione del corpo con maggiore produzione di muco, intossicazione per alterazione della digestione di proteine, aerofagia, sinusiti, otiti; nei bambini: raffreddori, diarree, febbre, eczema, eritema, muco dal naso e faringiti. L’effetto più evidente e “fastidioso” è la flatulenza provocata dalle fermentazioni che il latte induce nell’intestino.

Un’autorevole ricercatore come il dott. N. Walzer, autore di molte pubblicazioni scientifiche e libri, deceduto per cause naturali all’età di 109 anni, ha sempre inderogabilmente sostenuto la nocività per l’essere umano del latte di mucca e dei suo derivati. In una ricerca scientifica italiana pubblicata sul “British Journal of Cancer” del 1986 è stato evidenziato che il consumo frequente di latte o derivati si è dimostrato un fattore di rischio nel tumore alla prostata. H. e M. Harvey, nel loro libro venduto in milioni di copie in tutto il mondo Fit for Life II (Warner Books), a pag. 242 scrivono:

Il latte di mucca e i prodotti caseari sono produttori di malattie. Sono pericolosi. Sono la cosa perfetta di cui nutrirsi se si vuole essere deboli e avere un corpo ammalato…”. E ancora: “Il latte di mucca è progettato per i vitelli: per portare un vitello che alla nascita pesa circa 40 kg al peso di circa 900 kg in soli due anni. L’essere umano può pesare alla nascita da 2,7 a 4 kg circa e raggiungerà il peso di 45-90 kg in diciotto anni. Nutrirsi di latte di mucca e dei suoi derivati significa nutrirsi di qualcosa progettato dalla natura per farti essere molto grande e pesante (come una mucca) velocemente. Se ti nutri di latte e derivati, speriamo tu non stia cercando di dimagrire, sarebbe come voler spegnere del fuoco buttandoci sopra della benzina…”.

Gli stessi autori scrivono a pag. 255 (citando sempre come fonti ricerche scientifiche):

“Il latte e i prodotti caseari sono la maggior causa di osteoporosi !”.

Nello stesso testo spiegano anche la relazione tra consumo di latte e formaggi, stitichezza, ragadi anali ed emorroidi. Nel libro di Karen Pryor, Nursin your baby, che il “New York Times” ha definito “la Bibbia dell’allattamento”, si legge:

“Nel neonato tutte le proteine del latte del seno materno diventano parte del suo corpo, poche vengono eliminate. Il bambino nutrito con latte di mucca, invece (che ha oltre il quadruplo delle proteine rispetto al latte materno) deve scartarne gran parte; il sovraccarico proteico del latte vaccino, se non viene almeno diluito, può essere nocivo anche perché ha molta caseina; il latte di mucca, quando si mescola con i succhi gastrici del neonato coagula, formando un grumo grosso e compatto nello stomaco (latte cagliato). Questo è il motivo del perché i piccoli si sentono sazi per circa quattro ore dopo una poppata d biberon. Il latte umano cagliato, al contrario, è soffice e leggero. Lo stomaco del bambino allattato al seno si svuota rapidamente e facilmente, per cui desidera mangiare più spesso, il che, a sua volta, stimola la produzione di altro latte da parte della madre”.

Il latte vaccino non solo contiene quattro volte più proteine, ma anche quasi quattro volte più calcio del latte umano; potrebbe sembrare un vantaggio, ma non lo è affatto. Ciò si adatta perfettamente alle esigenze di crescita di un vitello, ma non a quelle di un essere umano. Il rapporto calcio/fosforo nel latte umano è di 2,35 a 1; in quello di mucca scende a solo 1,03 a 1. L’assimilabilità del calcio è fortemente condizionata dalla presenza contemporanea di fosforo: sono sempre più numerosi i pediatri (tra cui il dottor Oski, primario del reparto di pediatria all’Upstate Medical Center, State University of New York) che raccomandano di usare come fonte primaria di calcio solo gli alimenti con un rapporto calcio/fosforo pari o superiori a due. Questo perché il fosforo nel tratto digerente dell’uomo si combina con il calcio e ne impedisce di fatto l’assorbimento.

Perciò gli esseri umani assorbono meno calcio dal latte vaccino (anche se ne è ricco) che da quello materno (che ne ha invece un contenuto inferiore) o da altre fonti in cui è presente con minori quantità di fosforo. Addirittura il nostro organismo può perdere calcio per controbilanciare l’effetto acidificante del latte vaccino, paradossalmente, anziché fornirlo, prelevandolo dalla struttura ossea.

In buona sostanza, quello che è importante considerare quando si valutano le quantità di nutrienti presenti in un alimento, non è solo il loro valore assoluto, ma anche il contesto in cui sono presenti e verranno ingeriti. Il dott. Daniel A. Twogood, nel suo libro No Milk a revolutionary solution for neck pain, back pain and headaches (“una soluzione rivoluzionaria per cervicale, mal di schiena e mal di testa”) attribuisce il 99% della responsabilità di mal di testa e mal di schiena al latte di mucca, in particolare alla caseina, e al monosodioglutammato, un additivo alimentare esaltatore di sapidità molto utilizzato in alimenti confezionati. Ci sono inoltre una notevole quantità di ricerche che hanno correlato le malattie cardiovascolari, la maggior causa di mortalità nell’essere umano all’assunzione di grassi animali, grassi e suoi derivati, ma a questo punto non voglio andare oltre.

A chi sia rimasto sconcertato, consiglio di approfondire l’argomento leggendo i libri e le ricerche indicate in seguito o cercandone altre di sua iniziativa, ma, soprattutto, di provare personalmente a eliminare latte e formaggi dalla propria alimentazione e osservare semplicemente gli effetti e le risposte del proprio corpo."

Fonte: dal Libro Amati di Fabio Marchesi.

Postato da: Eli_Joe sul forum: Alimentazione Vegetariana e Vegan

di: www.promiseland.it

Commenta e approfondisci questa notizia sul nostro FORUM

News inserita da Daria Mazzali
Promiseland.it Redazione Italia

Sostieni anche tu la libera informazione!

Scegli per i tuoi acquisti prodotti certificati VEGANOK e invita i tuoi conoscenti a fare lo stesso.
Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

  1. Avatar

    salve. sarei molto interessato a sapere quali sono le ricerche scientifiche che dimostrino l’effettiva patogenicità del latte. Sono vegano quindi a favore di questa idea, non voglio vedere solo i libri, vorrei qualcosa di più concreto, come il titolo della ricerca e dove andarlo a trovare. grazie

    Reply

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vai alla barra degli strumenti