Finalmente chiuso l’allevamento di visoni di Noceto (Pr)

Quella di Cella di Noceto non è la prima azienda che alleva visoni a chiudere i battenti. Negli ultimi tre anni l’associazione ha segnalato la chiusura di 8 allevamenti, tra cui uno dei più grandi d’Italia. Ne restano attivi poco più di dieci che, secondo le stime degli investigatori, ogni anno uccidono circa 100.000 visoni. Nel 2016 la produzione nazionale ammontava a 180.000 visoni, quasi il doppio.

La battaglia contro gli allevamenti da pelliccia sta portando grandi risultati.

L’allevamento di visoni situato a Cella di Noceto (PR) ha cessato l’attività, le gabbie che rinchiudevano circa 4000 visoni sono finalmente vuote!

Il team investigativo di Essere Animali ha documentato più volte le condizioni di questo allevamento, nel 2013 e nel 2015, mostrando per la prima volta in Italia la misera vita dei visoni condannati a diventare pellicce, cresciuti in minuscole gabbie e uccisi in camere a gas.

Allevamento di visoni di Noceto: la AUSL di Parma ci ha dato conferma ufficiale che l’attività è terminata.

Guarda questo breve video

Quella di Cella di Noceto non è la prima azienda che alleva visoni a chiudere i battenti. Negli ultimi tre anni l’associazione ha segnalato la chiusura di 8 allevamenti, tra cui uno dei più grandi d’Italia.

Ne restano attivi poco più di dieci che, secondo le stime degli investigatori, ogni anno uccidono circa 100.000 visoni. Nel 2016 la produzione nazionale ammontava a 180.000 visoni, quasi il doppio.

Alcuni allevamenti italiani hanno chiuso in seguito alle denunce di Essere Animali presentate per diverse violazioni della legge. Ma la crisi del settore è mondiale e innescata dalla presa di coscienza dei consumatori nei confronti della sofferenza degli animali.

Lo stesso allevamento di Cella di Noceto aprì nel 2012 fra le polemiche: il Consiglio Comunale di Noceto tentò di introdurre un Regolamento per vietare l’insediamento di allevamenti per pellicce.

LA CRISI DEL SETTORE È MONDIALE

Negli ultimi anni, importanti stilisti e case di moda di tutto il mondo si sono adeguati al cambiamento e hanno bandito le pellicce animali dalle loro collezioni.

Numerosi paesi hanno modificato le proprie leggi. Oggi gli allevamenti di animali da pelliccia sono vietati, o normati così rigidamente da non essere di fatto realizzabili, in ben 15 stati europei. 

Pochi mesi fa in California è stato approvato per la prima volta nel mondo il divieto di vendita di pellicce. Nello stesso periodo la NAFA, North American Fur Auctions, la più grande casa d’aste del Nord America e la seconda al mondo, ha chiuso per bancarotta dopo la decisione di alcuni importanti finanziatori di non investire più nel settore.

Sono tutti segnali di un grande cambiamento in atto.

“NOI VOGLIAMO CHIUDERLI TUTTI!”
Così si legge nel comunicato di Essere Animali e noi ci uniamo a loro.

Come mostrano le immagini delle indagini, la vita dei visoni negli allevamenti è straziante. 

Si tratta di animali di indole selvatica rinchiusi in piccole gabbie di rete metallica dove si feriscono e soffrono di comportamenti stereotipati e autolesionisti.

Governo e Parlamento possono chiudere subito tutti gli allevamenti. Ci sono tre proposte di Legge da anni ferme alla Camera e al Senato. 

Da tempo Essere Animale chiede l’introduzione di un divieto nazionale di allevamento di animali da pelliccia. In Italia i partiti della maggioranza hanno già mostrato il loro sostegno a una simile legge. È urgente che ora mantengano questo impegno.

Sapere che nel giro di pochi anni il numero di visoni uccisi si è dimezzato è un’ottima notizia, ma dobbiamo arrivare a quota zero!

Come sempre noi ce la metteremo tutta per arrivare a questo risultato.

Simone Montuschi, portavoce di Essere Animali

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    Gian Maria Cavalieri 31 Gennaio 2020, 8:06 am

    Ottima notizia!
    Un immenso grazie a tutti gli attivisti e associazioni che si sono adoperati per fare in modo che ciò accadesse 🙏🏻

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    Benissimo! Avanti alla chiusura del prossimo lager!

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  3. Davvero una notizia che lascia ben sperare per il futuro! Una riflessione per il mondo dell’attivismo: indubbiamente questi traguardi si raggiungono anche grazie all’impegno di associazioni come Essere Animali che giorno dopo giorno lavorano incessantemente per divulgare le scomode verità attorno ai mercati che sfruttano gli animali. C’è però un altro aspetto, quello economico legato al profitto delle realtà produttive: il fur free in questo momento è una impostazione vincente perché è cambiata la percezione dei consumatori rispetto ai capi di abbigliamento di derivazione animale e quindi di conseguenza, cambia la leva di profitto del comparto produttivo. Gli allevamenti chiuderanno perché risulterà più profittevole lavorare senza derivati animali. Ecco perché è di fondamentale importanza anche appoggiare il cambiamento economico specialmente quando le motivazioni etiche fanno fatica ad attecchire. Non sono fiera al 100% che il cambiamento avvenga per motivazioni di profitto piuttosto che di cambiamento nelle coscienze ma impossibile negare questo aspetto nel quadro più ampio della questione

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  4. Queste sono le notizie che ogni mattina , una dietro L l’altra come un rosario , vorremmo leggere!

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  5. Benissimo… questa è veramente un ottima notizia! Avanti così! ANIMALI LIBERI.

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    Un altro lager disumano che chiude
    BELLISSIMA NOTIZIA DA FESTEGGIARE

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  7. Festeggiamo per queste creature innocenti ❤️

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    facciamo in modo che sia solo l’inizio di una lunga serie di chiusure di lager

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