Forgiveness: ovvero perdonare

Come e perché il perdono cambia la vita
Il perdono è l’essenza della libertà. E vi libererà dal vostro passato, e vi libererà soprattutto per il vostro futuro. Consente di liberare spazio al vostro interno e di creare la vita e l’amore che volete veramente.
La maggior parte di noi pensa che il perdono è nei confronti di qualcuno o dipende dall’altra persona. Quante volte avete pensato: “Adesso gli verranno i sensi di colpa per come mi hanno fatto del male, e poi verrà da me, costernato, e poi forse io perdonerò!”
Naturalmente, questo è quello che tutti pensiamo prima di conoscere meglio il concetto di perdono, perché ascoltiamo solo il nostro ego ferito. Ma bisogna capire che la dura realtà è diversa: tutto inizia e finisce con noi. Ha poco a che fare con l’altra persona. Quello che abbiamo dentro di noi, che tiene imprigionata la nostra realtà è il rancore: ci tiene in ostaggio, ci teniamo in ostaggio da soli. Solo noi possiamo liberare il prigioniero, ma noi stessi siamo il prigioniero.
Quando scegliamo di perdonare decidiamo che è più importante essere felici che avere ragione ad ogni costo. Quando scegliamo di perdonare allora decidiamo di essere pronti a lasciare andare tutto per renderci di nuovo liberi.
So che questa affermazione è provocatoria. Si potrebbe pensare: “Ma aspetta un momento, io ero molto, molto offeso!” E avete ragione, probabilmente sono stati molto crudeli con voi. Perdonare non significa negare ciò che vi è stato fatto. Al contrario: il perdono è concedersi di sentire il male fino in fondo, provare dolore e rabbia per quello che è successo, e nonostante tutti questi sentimenti negativi,scegliete di essere di nuovo felici, di stare bene perdonando.
Il perdono è una decisione. Bene! Perché è il concetto di perdono come decisione autonoma, che si deve abbracciare per evolvere,  perché rancori irrisolti condizionano la nostra vita, il risentimento detta legge nella nostra esistenza solo se noi gli diamo questo potere.
Quando ci aggrappiamo al risentimento non possiamo sfuggirne – possiamo sfuggire le persone che ne sono all’origine, ma purtroppo i sentimenti che questo rancore porta con sé, faranno il loro ritorno nelle nostre nuove relazioni. E’ un processo esasperante!
Spesso pensiamo che la risposta sia al di fuori di noi – ad esempio trovando la persona “giusta” non si sentirebbe il dolore che abbiamo provato in altre relazioni. Ma la verità è che quello che abbiamo dentro di irrisolto, torna a galla (rancore compreso): questa è la cattiva notizia.
La buona notizia è che il perdono è un modo per lasciare andare via tutto. Il perdono ha il potere di trasformare tutti i rapporti: si può perdonare chiunque, e qualunque cosa sia stata deliberatamente inferta al nostro animo.
Ma come in tutte le cose dobbiamo cominciare a piccoli passi ed essere aperti a una trasformazione. Se funziona – se effettivamente lasciar andare i vostri sentimenti più duri vi libera allora tutto il vostro mondo può cambiare. Allora perché non dare un bel colpo di spugna?!
Ecco una mini-guida su cosa fare:
Fase 1: essere disposti a perdonare. Disponibilità significa che vi siete aperti alla possibilità di perdonare. Siete aperti ad essa. È una possibilità. Ciò non significa che tutto ad un tratto, si cancella il passato. Significa solo che consapevolmente create nella vostra mente (e soprattutto nel cuore), uno spazio per la possibilità di una nuova realtà, la realtà in cui non vi è più spazio per il rancore, una realtà in cui si è perdonato.
Fase 2: portare i vostri risentimenti/rancori in superficie. Chiedetevi: “Perché sono arrabbiato?” Individuate chiaramente le sensazioni che avete in mano. Se volete fate una lista, e chiedetevi se vi siete sentiti come offesi o avete sentito di essere stati delle vittime. Basta avere chiaro il sentimento che vi anima.
Fase 3: distinguere l’Anima dall’Ego. Questo passaggio è fondamentale per capire che siamo tutti fondamentalmente buoni, che spesso facciamo degli errori e che spesso non intenzionalmente siamo capaci di ferire gli altri.
Abbiamo un vero sé, che è la nostra bontà intrinseca (Anima), e un sé ferito, che opera mosso dalla paura (Ego). E’ il vostro sé ferito, non è il vostro vero sé, che fa male ad altre persone. Questo è vero per tutti. Quando ci facciamo guidare dal nostro sé ferito (per paura e dolore), ci facciamo del male e lo facciamo anche ad altre persone. E tutti nella vita involontariamente abbiamo fatto male ad altre persone! Molti di noi hanno lo hanno fatto anche alle persone che amavano (e amano) veramente! Questo non accade perché siamo cattivi. Questo non accade perché siamo personeviziate, o senza scrupoli o senza morale!
Succede perché stiamo male! E lo stesso vale per chi vi ha ferito. Chi fa male agli altri, fa del male anche a se stesso. Questo rende l’offesa o il ferire una cosa giusta? Certo che no! Ma è quello che accade nella maggior parte dei casi, quindi è meglio riconoscere e conoscere questo aspetto della realtà, piuttosto che rimanere catturati nell’illusione che certe persone sono l’incarnazione del male. Guardare gli altri come “cattivi” invita a giustificare azioni di rabbia e risentimento; al contrario la visualizzazione degli altri come persone ferite che chiedono aiuto invita alla compassione ed al perdono.
Fase 4: individuare la vostra parte di responsabilità. E’ tempo di guardare la vostra parte di colpa e di prendere un po’ di responsabilità personale. Chiedetevi: “Come ho causato dolore a questa persona o in quale situazione di sofferenza l’ho portata? Come ho fatto una cosa simile che è stato fatta anche a me in passato?” Questo può essere difficile da fare, ma è molto importante.
Essere onesti sulla propria parte di responsabilità nella situazione creatasi è essenziale. La vostra “colpa” potrebbe essere che avete fatto qualcosa di simile a ciò che è stato fatto a voi in passato da altre persone (questo è spesso il caso, in particolare nelle nostre relazioni adulte). Oppure potrebbe essere che avete trattenuto la rabbia e l’odio contro una certa persona per un periodo troppo lungo fino ad esplodere in un risentimento, in un rancore ingiustificato, se comparato alla situazione.
Siate il più onesti possibile. Rileggete la vostra lista, guardate le cose specifiche che avete elencato, e chiedetevi “Ho fatto una cosa simile?” Potreste essere sorpresi delle risposte che troverete.
Fase 5: Arrendersi. Ora che avete fatto tutto il “lavoro sporco” è arrivato il momento di lasciare che i vostri sentimenti cambino nel tempo e soprattutto di lasciare andaretutti quelli negativi. Tutti i passaggi di cui sopra vi guideranno verso un cambiamento reale.
Non posso dire quanto tempo ci vorrà, ma vi posso dire che, se si decide consapevolemente di perdonare, questo accadrà. Si perdonerà. E quando lo farete tutto il resto cambierà! E sarete finalmente liberi!
(Foto di ChangoChan su Flickr)

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  1. Nel perdonare c’è la fase di guarigione per il nostro corpo e per la nostra anima.
    Si perchè i conflitti che si creano, intendo tutti i tipi di situazioni conflittuali che abbiamo vissuto o che viviamo:lavorativi,affettivi etc.ci hanno e ci fanno ammalare,e spesso è un vero stato di malattia; quante cefalee, dolori addominali, costipazione quasi ingiustificabili di cui abbiamo sofferto??Analizzare i conflitti ,sviscerarli e metabolizzarli è l’unico modo per poter guarire.
    E’ difficile ,ma si può….guarire e tornare a sorridere anche a quel nostro collega che forse incosapevolmente ci ha fatto del male.
    Solo liberi e sani potremo continuare a sorridere alla vita.
    Buonagiornata a tutti

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  2. E quando la persona da perdonare siamo noi stessi?

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  3. Non so quale sia il reale motivo che mi ha portato qui, o forse sono consapevole ma non lo voglio ammettere. Mi ha molto colpito questo breve articolo forse perché è stato scritto da una persona che a tratti mi sembra familiare. Non so perché.
    Si, perdonare è possibile e probabilmente è vero che il perdono potrebbe portarci a vivere le esperienze future in un modo diverso, ossia senza dubbi ed ombre del passato….Ma una delle mie domande potrebbe essere: come si fa a perdonare una persona che ti ha tradito nel momento più bello ed importante del rapporto, alla quale hai dato tutto quello che non hai dato nemmeno a te stesso e per la quale avresti rinunciato a tutto? Qualora fosse possibile, credo che il perdono non basterebbe a rendere le cose migliori perché è come se la tua anima restasse sempre scalfita da quella persona e da quell’avvenimento. In ogni caso… perdono o non perdono…. se una persona ha la forza di guadare avanti non c’è memoria che possa rendere il suo cammino incerto. Auguro a tutti un felice 2013.
    NOT ONLY FORGIVENESS, TRUST ME.

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