Fruttarismo di Anne Osborne

Fruttarismo, la via verso il Paradiso: un libro di Anne Osborne.
Oggi vi racconto di un libro e di una casa editrice che ho scoperto per caso, ma che mi hanno colpita subito per i suoi contenuti uno e per i libri pubblicati l’altra.
Impronte di luce Edizioni presenta molti titoli interessanti nel suo catalogo, come Little Tike, la storia vera di una dolce leonessa vegetariana; Animali guide per l’anima; L’eutanasia del cane e del gatto; Basta vaccini! Una sensibilità e una volontà nello scegliere gli argomenti che mi hanno entusiasmata.
Ho così letto Fruttarismo, la via verso il Paradiso di Anne Osborne, in un momento in cui sono sempre più incuriosita dal crudismo e dalla sua versione più naturale ancora: il fruttarismo.
L’autrice Anne Osborne è inglese, classe 1966, fruttariana da quando aveva 24 anni, vive in Australia con i suoi due figli fruttariani dalla nascita e la foto ce la mostra serena e sorridente, bellissimo testimonial dell’alimentazione della quale ci parla nel suo libro.
Ho iniziato a leggerlo curiosissima e fin dalle prime pagine ho iniziato le scoperte, deduzioni logiche alle quali non avevo mai pensato prima, nomi di frutta strana della quale ignoravo l’esistenza, ma l’autrice ci parla anche dei suoi primi passi in questo stile alimentare, ci guida e ci da tutti gli strumenti per imparare a seguire il nostro istinto, per riscoprire il piacere di “lasciarsi andare” ad un’alimentazione sana con le accortezze necessarie (per esempio come scegliere bene la frutta).
Vengono citati riferimenti ad altri libri che hanno trattato l’argomento, con i quali si possono approfondire certi aspetti e per me è stato molto interessante leggere anche la tabella di analisi comparata sulla base di Schlickeysen.
Ampio spazio viene dato ai periodi di mono-dieta (consumo di un solo tipo di frutta) seguiti da Anne, con la descrizione delle sue impressioni.
Delle considerazioni che mi sono piaciute molto le ho lette a circa un terzo del libro, dove Anne parla della bellezza del cibo e di quello che ci attrae, dei colori della frutta, del suo profumo paragonandoli alle stesse caratteristiche della carne cruda, oppure facendo notare che spesso i macellai per abbellire le loro vetrine aggiungono verdure, frutta, a volte anche in plastica, come decoro, per attirare gli sguardi, mentre non si è mai visto un fruttivendolo aggiungere salsicce fra la sua merce per venderne di più!!!
Tantissime sono le informazioni nuove che troveremo in questo libro, spunti di riflessione, verità semplici ed evidenti che ci vengono ricordate per riportarci ad un’alimentazione più sana.
Grazie a questo libro ho cominciato a mangiare molta più frutta e facendo attenzione alla qualità e alla maturazione al momento dell’acquisto. Per esempio ora quando devo partire in viaggio non mi preoccupo più se dove vado troverò o meno qualche cibo vegan: mi porto qualche mela e so che, mal che vada, un pasto ce l’ho, le mele durano diversi giorni, anche una settimana, mentre se mi portassi un panino non avrei la stessa durata. Con lo stesso ragionamento quando si è in viaggio è facile trovare un negozio di alimentari che venda frutta: basta comprarne una quantità un po’ più abbondante e non si rischia né di saltare il pasto né di venire avvelenati. Mentre prima di leggere questo libro non ero entrata in quest’ottica di semplicità e fattibilità. La frutta invece è un gran tesoro che abbiamo, spesso trascurato.
Durante tutta le lettura del libro la filosofia di vita dell’autrice è presente e ci sprona al ritorno verso una naturalezza nell’alimentarsi che spesso trascuriamo. Vi cito un passaggio per farvi capire come è scritto il libro:
“…Una cosa che davvero mi colpisce riguardo alle creature selvatiche di questo pianeta è il loro modo di mangiare istintivo e bello.
Una pecora nella brughiera, un pappagallo su un albero, un leone nella savana o una balena nell’oceano, si nutrono tutti istintivamente.
Anche per gli esseri umani esiste l’alimentazione istintiva; ma spesso è seppellita profondamente sotto strati e strati di uso del cibo per motivi emozionali, per consolarci, per ottenere effetti stimolanti o per qualsiasi altra ragione che non sia il fatto di essere semplicemente affamati e di aver bisogno di buon cibo di qualità per sostentarci.
Guardiamo al cibo come al nostro “Migliore Amico” in tempi di stress, ma anche come al nostro “Mortale Nemico” quando i nostri corpi assumono peso indesiderato o le loro funzioni vengono compromesse dal nostro modo di mangiare.
Ecco una difficile dicotomia. Il cibo è un amico o un nemico?
Ma esiste un’altra strada, una relazione razionale e bilanciata che possiamo instaurare col cibo, nella quale il cibo non è la nostra sconfitta né la nostra stampella ma puramente e semplicemente, come per gli altri animali, ciò che ci porta la vita senza accorciarla.
Se peliamo via i diversi strati e le profonde connessioni mentali che ci fanno associare il cibo con l’affetto, il sesso, la compensazione e l’accettazione sociale, riusciamo a svelare qualcosa di più “nudo e crudo”: l’istinto di “mangiare per vivere” e non di “vivere per mangiare”.
Osservare una mucca che bruca mi dà un senso di pace e benessere; sembra essere semplicemente il gesto più naturale al mondo.
La mucca non pensa: “Quest’erba mi farà ingrassare?”, oppure “Ho appena litigato con Daisy, ho bisogno di mangiare qualcosa”, o ancora “Se do quest’erba al mio vitello, sarò una buona madre!”…”
E infine una piccola astuzia, ogni volta che potete consumate frutta fresca matura, ma se acquistate frutta secca fate attenzione che non contenga E202 (sorbato di potassio, mantiene la frutta umida ma allo stesso tempo distrugge gli enzimi) e/o E220 (diossido di zolfo: mantiene vivo il colore del frutto -pensate alle albicocche secche- ma allo stesso tempo priva il nostro corpo delle vitamine del gruppo B ed è un allergene); nel libro si parla anche dell’opportunità, o meno, di elaborare la frutta, dei frullati, della cottura, ampie spiegazioni vengono date in merito al consumo della frutta allo stato naturale.
Un dettaglio che mi è piaciuto subito quando ho avuto in mano il libro la prima volta: la sensazione tattile della carta, leggermente grigia, ruvida e son i fogli sottili, mi ha ricordato un vecchio quaderno, ho cercato all’interno e ho trovato: “Stampato su carta Polar prodotta con il 100% di carta da macero, senza uso di cloro e di imbiancanti ottici.”
Il fruttarismo è un viaggio che si inizia con un obiettivo, sarà breve per qualcuno, a tappe per altri, alcuni andranno lontano, ma comunque sia, anche se si decide di seguire questo stile alimentare per brevi periodi tutti ne ricaveremo i più grandi benefici, sia fisici che psicologici. Ognuno avrà le proprie esperienze che varieranno da persona a persona, di sicuro ne usciremo più vicini al nostro benessere naturale e più consapevoli del nostro corpo.
Le edizioni Impronte di Luce saranno presenti al VeganFest, dove presenteranno anche il libro “Cani vegetariani”.
Ringrazio la Casa Editrice Impronte di Luce per avermi fatto scoprire questo libro.

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    Il modo in cui hai descritto questo libro mi entusiasma. Lo comprerò sicuramente! Ho messo in pratica ormai da diversi anni quello che dici sulla frutta (e anche sulla verdura): quando vado in viaggio non mi preoccupo di cosa e dove mangerò. Un fruttivendolo lo si trova sempre, il coltellino ce l’ho sempre a portata di mano (nel caso di frutta non bio preferisco togliere la buccia) e anche il pela carote! così, tra un pasto e l’altro, mi faccio uno spuntino alla Roger Rabbit! 🙂
    Corro a visitare il sito della casa editrice!

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    Libro molto interessante,lo comprerò sicuramente 😉
    Sono diventata fruttariana dopo aver letto il libro di Valdo Vaccaro
    “Alimentazione naturale” ma è sempre interessante leggere un buon libro 🙂

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  3. Articolo bellissimo e che trovo molto femminile non so perchè..
    Sto’ facendo i primi passi e questo libro sicuramente sarà di grande aiuto e supporto. Si capisce con quanta cura sia stato scritto!!

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    un pirla che vive in campagna 29 April 2012, 8:40 pm

    …qualcuno ha mai visto una mela vera?

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    Davvero complimenti per l’articolo. È ormai 4 anni che anche io non vado mai in viaggio senza i miei almeno 2 chili di mele bio, un coltellino (per la frutta non bio) e uno schiaccianoci! Bello sapere che le informazioni sull’alimentazione consapevole stanno crescendo.

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