Il terremoto delle coscienze passa per Bastia

Cantico_delle_Creature.djvudi Promiseland –  Rapiti ed estasiati. Così Francesco, che guarda dall’alto di Assisi la piccola Bastia Umbra dove si svolge l’evento fiera “Fa’ la cosa giusta”, ci poneva tutti davanti al creato. Acqua, terra, fuoco, vento. Attorno all’uomo nel cantico delle Creature (nella foto, il manoscritto più antico) ruotano però anche questi concetti: perdonare, tribolare, sostenere, guai… Insomma, c’è tutto il limite umano davanti alla natura e alla sua forza.
Cosa vuol dire fare la cosa giusta? Alla manifestazione di Bastia, nell’area Vegan OK Expo si toccano i quattro punti cardinali di una lode alla coscienza del nostro limite, limite che può ridursi se si costruisce l’alleanza giusta con la natura: la pet therapy, che è il sostenere attraverso gli animali, il cibarsi bene che è il perdonare a sé e agli altri per ciò che si è distrutto, il riportare energia a se stessi che è uscire dai guai del proprio corpo, il tribolare, che è faticare per rieducare a rispettare.
Se non si passa attraverso le proprie debolezze, non si cambia il mondo. Infatti l’errore è uno e uno solo quando non si fa la cosa giusta: sentirsi più forti della natura, più forti di ciò che si mangia, più forti di ciò che viene divelto, più forti e quindi onnipotenti.
Io posso mangiare e vivere e uccidere la vita animale come voglio perché sono onnipotente più di acqua, terra, fuoco e vento.
Eppure proprio in questa terra umbra l’uomo ha sperimentato l’ira della terra, il terremoto. E prima ancora è accaduto a Messina, in Friuli, in Irpinia, poi in Abruzzo … La storia è piena di esempi, purtroppo dimenticati. I terremoti sconvolgono la terra, ma anche la storia e le coscienze. Eravamo in piena età dei Lumi, era il 1 novembre 1755, quando Lisbona venne sconvolta dal sisma che spazzò via 90mila vite, toccando  le coste portoghesi, spagnole e marocchine. Fu il primo tsunami che la storia ricordi sull’atlantico.
Fu talmente incontenibile quella disgrazia che l’uomo e le sue ambizioni di espandere i confini coloniali portoghesi, fu fermata. La terra cambiò la storia, consegnando all’impero britannico il dominio dei mari, con quanto ne conseguì nei secoli a venire in Europa. Lo decisero acqua, terra, fuoco, vento. Persino Voltaire scrisse sconvolto il “Poema sul disastro di Lisbona”, dando la colpa al divino.
Nel terzo millennio siamo ancora allo stesso punto di partenza dell’Era dei Lumi. La fiducia cieca nella potenza della mente umana ha distrutto il pianeta. Abbiamo ghigliottinato e giustiziato con il rito abbreviato della convenienza economica, del profitto, dell’uomo al di sopra di tutto, ciò che si ritiene sia al di sotto di noi.
E più vicino a noi, venne Giacomo Leopardi con la sua “Ginestra” a ricordarci la forza focosa dello “sterminator Vesevo”, tagliando così di netto quell’ottimismo onnipotente che pure il Romanticismo voleva portare con sé.
E quanti altri stili e generi e uomini si sono persuasi e ci hanno persuasi al mito di un progresso inarrestabile davanti ad una natura felice che sorride sempre?
Ma la natura non è di per sé benevola, è sempre lì in agguato con la sua forza. Solo la saggezza può creare la difesa e il rispetto e portare a capire che il benessere e il futuro non hanno credito illimitato. Facciamo la cosa giusta.

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