La memoria dell'acqua

fox_kiyoPotrebbe l’acqua veramente avere una memoria?
Venti anni fa, nell’estate del 1988, il mondo della scienza venne scosso da uno dei documenti di ricerca più controversi mai pubblicati nell’ altamente rispettata rivista Nature.
Secondo uno scienziato carismatico francese di nome Jacques Benveniste, l’acqua pura era in grado in qualche modo di ricordare.
Benveniste aveva iniziato utilizzando con una sostanza che causava una reazione allergica, diluendo più e più volte fino a non avere nessuna traccia di allergene, osservando poi che l’acqua pura era in grado di scatenare una reazione allergica a contatto con cellule viventi.
Questa ricerca ricerca se dimostrata con ulteriori prove potrebbe avere un grande impatto sulla credibilità dell’ omeopatia, forma di medicina alternativa che si basa su rimedi a base d’acqua, diluendo l’ingrediente chiave curativo più e più volte fino a quando tale ingrediente scompare.
Anche Benveniste rimase scioccato dalle implicazioni del proprio lavoro.
John Maddox, editore di Nature, si rese conto che la ricerca di Benveniste sarebbe stato controversa, così ha accompagnato l’articolo con una dichiarazione simile a quello che era stato utilizzata in occasione della pubblicazione di una ricerca sulla Uri Geller sui poteri soprannaturali: i lettori di questo articolo possono condividere o meno questa scoperta ed ecco perche Nature ha organizzato per ricercatori indipendenti degli esperimenti.”
La squadra investigativa condotta da Maddox stesso,  da chimico Walter Stewart e James Randi mise in evidenza che i risultati degli eserimenti condotti nel suo laboratorio non erano affidabili.
I tre continuarono a pubblicare studi e relazioni per spiegare come i dati sperimentali di Benveniste fossero stati valutati acriticamente e le imperfezioni dell’esperimento non adeguatamente segnalate.
Benvensiste fino alla sua morte, nel 2004 ha sempre sostenuto che la sua ricerca era valida e che tutto il suo laoro stava per essere ignorato da un istituto scientifico ottuso.
Venti anni dopo la sua ricerca è stata pubblicata, forse ora è il momento ideale per valutare il suo impatto sull’ omeopatia.
Era un genio incompreso che era in anticipo sui tempi o era uno scienziato illuso che non è riuscito a vedere che la sua ricerca poteva essere profondamente sbagliata?
Prima di tutto, vale la pena di notare che ci sono stati molti tentativi di riprodurre gli esperimenti di Benveniste – di tanto in tanto ci sono risultati positivi, ma non sono né coerenti né convincenti, e in ogni caso questi sono controbilanciati da diversi risultati negativi.
Benveniste con una società spin-off chiamata DigiBio, ha sempre sostenuto che l’acqua poteva avere un ricordo, e che questa memoria poteva essere digitalizzata, trasmesso via e-mail e reintrodotta in un altro campione di acqua, che a sua volta avrebbe potuto avere un impatto sulla cellule viventi.
Ad oggi la ricerca di Benveniste continua ad essere molto influente tra molti omeopati, come Alex Tournier, il direttore e fondatore della Omeopatia Research Institute. Ha detto: “Benveniste era uno scienziato molto stimolante e dedicato, che all’apogeo della sua carriera presso l’Istituto nazionale francese per la ricerca Salute e medicina, era pronto a mettere la sua reputazione in gioco per segnalare un fenomeno che non capiva : diluizioni omeopatiche.
L’omeopatia non è ancora capita, ma i suoi sforzi hanno iniziato una nuova era di una rigorosa indagine scientifica del campo.
(Foto di fox_kiyo su Flickr)

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    Molto interessante!

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    sarà anche molto influente nell’omeopatia, ma la sua ricerca è stata smentita più volte….per salvarsi i sostenitori di questa teoria dicono che l’acqua ha sì una memoria, ma che la mantiene solo per un milionesimo di secondo…

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    Con questa terapia (Techineos), mio figlio non ha più avuto attacchi d’asma (aveva avuto anche uno shock anafilattico) e svolge una vita normalissima.

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    a coloro che possono credere che l’acqua abbia una memoria suggerisco di visionare qs sito http://animelibere.it/acquadiamante.htm , buona lettura

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    Affinchè l’acqua abbia memoria ,bisogna fornirle energia scuotendola (dinamizzazione); infatti le sostanze solamente diluite e non dinamizzate sperimentate in studi di medicina non funzionano, mentre i farmaci omeopatici (che sono sempre diluiti e dinamizzati) sono efficaci.

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    Come scrisse Shakespeare ci sono più cose fra cielo e terra di quanto un uomo ne possa immaginare. Credo che sia un bene rimanere aperti a nuove idee e scoperte.

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    EVELYNE DISSEAU 7 Aprile 2013, 9:53 am

    Penso che tutti ormai conoscono il scienziato giapponese Masaru Emoto e i suoi lavori con l’acqua. Ho seguito un suo seminario e devo dire che è impressionante.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Masaru_Emoto
    Chi nega la memoria all’acqua, non capisce proprio niente alle Leggi della vita…

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      basta vedere nelle residene antiche quanta importanza davano all’acqua ,
      avete mai senti parlare dell acqua diamante

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