La Procura di Milano bandisce i cani dal tribunale. "In nome del popolo italiano"?

Tribunale di Milano, i cani non hanno diritto di cittadinanzadi Stefania Piazzo – Forse è meglio così. E cioè che ai cani sia stato vietato di entrare in tribunale a Milano. Se infatti potessero parlare, faccia a faccia con alcuni magistrati, ne avrebbero smontato il loro punto di vista e il loro agire morbido, spesso freddo, troppe volte indifferente, verso l’odioso reato di maltrattamento. Non che tutti i togati siano insensibili, anzi, ce ne sono di appassionati difensori degli esseri senzienti, ma diciamo pure che a volte alcuni di loro hanno altre cose evidentemente più gravi a cui pensare. Il silenzio animale può aspettare.   Se dovessimo dare un voto ai magistrati sul loro grado di conoscenza sulle ordinanze ministeriali in materia di rispetto e benessere animale e delle leggi in vigore, che voti uscirebbero?
Certo fa discutere e pensare la recente decisione della Procura generale di Milano che, con delibera formale,  vieta l’ingresso ai cani, e a qualsiasi altro animale (curiosa la precisazione, ndr) al Palazzo di Giustizia. Anche se il divieto nasce in nome della legge, in nome della libertà d’opinione e critica, ci sia consentito dire che non ci sembra una grande conquista di civiltà né un passo avanti dell’umanità verso un processo di riappacificazione con chi migliora la nostra vita, ne alleggerisce il carico di dolori, ansie, fatiche.
Non lo consideriamo, questo divieto, un traguardo per la giurisprudenza né per l’affermarsi del diritto di cittadinanza dei nostri amici a quattro zampe, ormai oggetto e soggetto del diritto. Per fortuna. Ma a volte, si dice, la giustizia è cieca.
Cosa avrebbe infastidito la procura? Sono stati violati dei regolamenti? E anche se fosse stato, è un reato umanizzare un tribunale dove passa la più dolente umanità, dove il filo tra la vita e la morte, sociale, economica, dell’uomo, è  considerata ordinaria amministrazione?
Narrano le cronache dei quotidiani milanesi che sia cancellieri che magistrati si sarebbero presentati in ufficio col loro animale domestico. E’ andata davvero così?
Se lo hanno fatto, premiamoli! Perché punirli  per aver infranto un tabù che è quello di bandire i cani o i canarini dagli uffici pubblici? Perché lo Stato, che dice e sostiene di difenderli con le leggi e le sentenze, poi li lascia fuori? Punire, non riconoscere? Allontanare, non integrare? Escludere, non includere?
Chissà perché nel corso dei secoli le vicende dell’uomo sono costellate da questo sentimento di ribrezzo e distacco, che rinnega il rapporto antico e paritario tra uomo e animali.
Forse val la pena ricordare alla Procura  di Milano  anche la bellezza della relazione tra noi e gli animali. Animali che si sono presi cura degli umani. Ricordi il cane che nutriva san Rocco, appestato e allontanato dagli uomini.
Rammenti l’orso di San Gallo, il solo che faceva visita all’eremita. Ricordi che gli Alemanni a distanza di tanti anni si convertirono e sui resti della misera cella edificarono la stupenda abbazia, tanto poi da porre a simbolo della città l’orso.
Ricordi la bellezza del vecchio e ahimé dimenticato calendario dei Santi, pieno di figure che hanno amato gli animali (sicuramente più dei sindaci, più dei politici cacciatori, più di chi affama i randagi, più dei veterinari distratti, più di chi protegge i canili lager… e via dicendo…).
Uomini che hanno intuito la grandezza di un rapporto potremmo definire preferenziale, come quei magistrati e cancellieri che avrebbero “osato”, secondo le cronache, portare il loro cane al lavoro, realizzando alla perfezione non tanto la legge dell’uomo, volubile  e interpretabile, quanto il principio universale, per chi crede in qualcosa, del sono “creature di Dio”  e, per chi non crede, esseri del creato da custodire.  Anche fuori casa.
Legalità uguale giustizia? Ma no! Quante leggi ingiuste sono state varate in nome del potere che governava. Ne vogliamo fare un elenco? La società è cambiata, gli animali entrano negli ospedali, il ministero ha varato le linee guida per la pet therapy, il mondo insomma sta andando avanti!
Quel divieto siamo sicuri sia “in nome del popolo italiano”?

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    Anche gli avvocati e i giudici sono animali, esssendolo il genere umano. Come la mettiamo ?

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  2. Avatar

    “ad ogni tipo di animale” ??? e allora chi entra, i robot ???

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