Legge truffa sulla vitamina E

Il Ministero della Sanità, Dipartimento per la valutazione dei medicinali e la farmacovigilanza, ha disposto il “sequestro cautelativo sanitario” di quattro prodotti Nature’s Plus: La vitamina E da 100, 200, 400 e 1000 unità internazionali. Ci sono alcuni aspetti della questione che non risultano chiari. Eccoveli.

Il provvedimento parla di “dosaggi farmacologicamente attivi riportati in etichetta” che farebbero del prodotto un medicinale non registrato.
Notiamo però che sul mercato esistono tantissimi prodotti alimentari venduti a dosaggi farmacologicamente attivi, a cominciare da caffè, tè ed alcolici. Esistono, inoltre, altri prodotti regolarmente venduti come integratori oppure come prodotti dietetici, con dosaggi persino più alti.
Prodotti analoghi sono poi di libera vendita in altri paesi della Comunità Europea.
La Comunità Europea sta proprio adesso consultando i governi degli stati membri in vista di una direttiva che uniformi il trattamento degli integratori alimentari in tutti i paesi membri.
La Corte Europea a Lussemburgo ha in una recente decisione espresso il parere che non è lecito considerare un prodotto farmaco a causa del solo dosaggio degli ingredienti.

E ancora: non esiste disposizione legislativa in Italia che fissi un limite arbitrario del 150 per cento o di qualsiasi percentuale dell’RDA, superata la quale un alimento diventi automaticamente medicinale.
Questo limite, quindi, non è “la legge italiana”. E’ una opinione interna secondo la quale agisce il Ministero della Sanità nella valutazione dei prodotti salutistici e si discosta dalle regole valide per tutti gli alimenti, che non conoscono limiti di dosaggio, neanche per sostanze di comprovata pericolosità. (Il sale da cucina per esempio uccide alla dose di 150 grammi – avete mai sentito di un limite di dosaggio nella vendita del sale?).

Infine non può esserci dubbio sul fatto che la Vitamina E è una sostanza del tutto innocua, e che è un estratto vegetale naturale (la vitamina E naturale viene ottenuta con un processo di distillazione di un olio vegetale, generalmente olio di soia).
Nella forma farmaceutica, invece della forma naturale d-alfa tocoferolo viene di solito utilizzata la forma sintetica dl-alfa tocoferolo, la quale è più economica ma anche meno disponibile all’assorbimento da parte del corpo umano.

Il sequestro pare partire da una segnalazione, forse di un concorrente nel campo farmaceutico, e reputiamo gravissimo il fatto che si cerchi di usare il Ministero della Sanità nel tentativo di monopolizzare la vendita delle sostanze nutritive nelle mani del complesso medico/farmaceutico.

Siamo convinti che questo tentativo vada affrontato alla radice e combattuto fino in fondo, perché se oggi perdiamo la vitamina E, domani sarà il turno della vitamina C, poi del complesso B e, perché no, di tutta una serie di sostanze naturali che hanno una certa efficacia salutistica.

Se qualche consumatore volesse far sentire la propria voce, vi diciamo che la pratica al Ministero della Sanità è in mano alla D.ssa Fernanda Ferrazzin (telefono 06/59943457).

Il provvedimento di sequestro porta la firma del Dr. Carmine Guarino (telefono 06/59943666).

Sottolineiamo inoltre che, secondo i trattati che istituiscono la Comunità Europea, i paesi membri hanno la possibilità di vietare sul proprio territorio la circolazione di alimenti che destano preoccupazione per la salute pubblica.

Non ci pare sia quella la ragione di fondo del sequestro. Altrimenti si dovrebbe chiedere:
1. Quali sono gli effetti deleteri, a quali dosi e su quanti soggetti sono stati riscontrati, di una assunzione di vitamina E?
2. Come viene valutata la relazione tra il beneficio che ovviamente deriva da una assunzione regolare di elevate quantità di vitamina E e l’eventuale inconveniente riscontrato nella valutazione degli effetti deleteri di cui al punto precedente?

In assenza di una comprovata dannosità per la salute pubblica, i prodotti che possono essere venduti liberamente in uno qualsiasi dei paesi membri della Comunità Europea, come è il caso dei prodotti alla vitamina E, sulla forza dei trattati CEE, essere ammessi alla libera circolazione anche in Italia.

Segnaliamo altresì che proprio in questi giorni la Commissione Europea ha iniziato un procedimento contro la Finlandia in un caso analogo al presente: La Finlandia classifica degli integratori come prodotti medicinali, a causa dei dosaggi eccedenti l’RDA. Nel procedimento comunitario per infrazione ai trattati CEE (Articolo 226) la Commissione addebita alla Finlandia il fatto di non aver dimostrato che ci sia un rischio per la salute oppure che la classificazione di questi prodotti come medicinali sia necessaria e proporzionata all’obiettivo della protezione della salute pubblica o dei consumatori.

VOGLIAMO POI CONCLUDERE SOTTOLINEANDO COME IL MINISTERO SI MOSTRI ASSAI SOLLECITO NEL PRIVARE IL MERCATO DELLE VITAMINE, MA NON FACCIA ASSOLUTAMENTE NULLA PER TOGLIERE DAL MERCATO I VACCINI PER I BAMBINI CONTENENTI SALI DI MERCURIO!!!

(su “Vaccinetwork” del 24.11.2000)

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