L\'energia è un bene alla portata di tutti?

L’energia è un bene alla portata di tutti?

Più di 1,6 miliardi di persone, oltre un quarto della popolazione mondiale, vivono senza elettricità perché si trovano in paesi dove la produzione e la distribuzione dell\’energia elettrica è insufficiente o perché non può nemmeno permettersi il costo dell\’allacciamento.
La suddivisione per aree geografiche delle popolazioni che vivono senza elettricità corrisponde sostanzialmente alla mappa della povertà nel mondo.
Secondo il rapporto dell\’Agenzia internazionale sull\’energia (Iea) la quasi totalità degli 1,6 miliardi di persone si trova nei paesi in via di sviluppo; oltre l\’80% vive nel Sud dell\’Asia e nell\’Africa sub-sahariana: in termini percentuali le peggiori condizioni si hanno appunto qui, dove neanche il 23% della popolazione ha accesso all\’energia elettrica. Il Sud dell\’Asia ha il più alto numero in assoluto di popolazione che vive senza elettricità: sono più di 800 milioni. Il caso più eclatante è quello dell\’India dove la rete elettrica copre quasi il 90% delle zone popolate ma vi sono almeno 580 milioni di abitanti che non ne usufruiscono perché non possono permettersi di pagare allacciamento e bolletta.

Risparmiare l’energia è una cosa intelligente.

Tali dati devono fare riflettere sulla nostra abitudine ai consumi e sui nostri comportamenti: il tema è come vivere egualmente bene con minori consumi di energia, cioè con meno emissioni, meno problemi di distribuzione, più risorse lasciate ai paesi in via di sviluppo.

Uno dei tanti modi di risparmiare è anche la riduzione dei consumi elettrici, ad esempio partendo dall’installazione di lampade fluorescenti a basso consumo, che assorbono solo il 20% dell’energia rispetto alla lampada ad incandescenza tradizionale restituendo una pari se non superiore intensità luminosa.

Poi alcune considerazioni: moltissimi gesti quotidiani potrebbero essere svolti senza ricorrere all’energia elettrica: per farsi la barba c’è il rasoio ed il pennello piuttosto che quello elettrico; per lavarsi i denti lo spazzolino manuale previene le carie allo stesso modo di quello a batterie; e così via per diffondere profumi o insetticidi, per fare ginnastica, per impastare, per tenere un elettrodomestico in “stand by” invece che spento …

Una considerazione: molti di noi ormai farebbero fatica a immaginare la propria vita senza lavatrice, computer o frullatore. Ed è vero che con le tecnologie attuali si potrebbero elettrificare tutti o quasi tutti gli oggetti con i quali compiamo la maggior parte dei gesti quotidiani.

Quindi la responsabilità nella scelta è la nostra, di noi consumatori, che ci dobbiamo incaricare in prima persona di intervenire nei rapporti di offerta e di richiesta di beni, e lo possiamo fare da domani stesso annullando la richiesta, cioè lasciando sugli scaffali prodotti elettrici che sono del tutto inutili.

Ecco una lista – non esaustiva – degli attrezzi elettrici più inutili che mi è capitato di vedere:

1. le pantofole elettriche;
2. il pediluvio elettrico;
3. il temperamatite elettrico;
4. la spazzola per capelli rotativa;
5. il pelaverdure elettrico;
6. la coperta elettrica;
7. lo spazzolino elettrico;
8. la pentola elettrica;
9. la caffettiera elettrica con il timer;
10. il coltello elettrico

La radio senza energia elettrica

Chiudo dicendo che forse ci siamo troppo abituati al concetto tradizionale di energia. Voglio parlare della mitica Baygen, la radio a manovella. Nasce nel 1995 in Inghilterra grazie a un geniale dipendente della BBC, Trevor Baylis, che semplicemente si chiede con quali strumenti gli abitanti dell’Africa e degli altri paesi del terzo mondo possano ascoltare le decine di programmi che vengono trasmessi ogni giorno dalle grandi emittenti come il BBC WorldService, Radio France International e dalle emittenti locali. La radio, infatti, non è solo intrattenimento, ma musica e cultura. Ed arriva dappertutto.

Nasce così l’idea di una radio che non ha bisogno di alimentazione esterna o di batterie ma sfrutta invece l’energia solare ma soprattutto un sistema di carica a manovella che permette un’ora di ascolto continuo con soli 55 giri della manopola situata dietro la radio. La Baygen Radio è prodotta in Sud Africa e commercializzata in tutto il mondo grazie a una rete di distribuzione che privilegia i paesi del terzo mondo, dove la radio viene venduta a un prezzo simbolico di pochi dollari o regalata all’interno di particolari campagne di distribuzione legate alla lotta all’AIDS o alla pianificazione agricola.

Questa campagne sono di solito lanciate da un\’associazione internazionale legata a una grande emittente radiofonica in modo che la radio permetta l’ascolto di particolari programmi prodotti nelle lingue madri degli utilizzatori della BayGen.

In Europa e in America la Baygen è diventata un oggetto di culto tra gli appassionati di radio nonostante il suo prezzo che viene mantenuto più alto per poter finanziare l’intero progetto. Perché allora non fare un regalo intelligente, utile, ecologico ed anche emozionante?

Ulteriori notizie sotto:

http://www.radio.rai.it/radio1/golem/new_golem/puntate/feb2k/gol1502.htm
http://www.rnw.nl/realradio/freeplay.html
http://www.simplyradios.com/

e, per acquistarla

http://www.simplyfreeplay.co.uk/

Testo di Antonio Manente

Tratto da: www.alicenonlosa.it


(inserito da Marcello Paolocci)

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Skip to toolbar