Nati per volare liberi!

Una vita passata chiusi in gabbie da venti per venti centimetri, senza avere neppure spazio sufficiente per aprire le ali… questa e\’ la vita di migliaia di uccelli, allevati e tenuti in prigionia per un quanto mai distorto ed ipocrita \”amore per la natura\” di alcuni uomini – o peggio ancora, per essere usati come richiamo nella caccia ad altri uccelli.

E\’ giusto tutto questo? Si puo\’ accettare una cosi\’ terribile costrizione verso esseri nati per volare liberi nei cieli? Noi siamo convinti di no, cosi\’ come siamo convinti che tutti gli animali vadano rispettati e vada loro garantita liberta\’ e diritto a vivere secondo natura. Se vuoi sapere chi spende il proprio tempo e le proprie energie ad imprigionare e torturare uccelli, puoi scoprirlo leggendo qui sotto chi e\’ la FIMOV.
Se vuoi sapere perche\’ abbiamo costituito questo coordinamento, chi siamo e cosa vogliamo; se vuoi fare qualcosa anche tu, troverai tutte le informazioni necessarie entrando nel sito. E a quel punto, avrai gia\’ letto abbastanza; perche\’ l\’importante e\’ INDIGNARSI e ATTIVARSI.

Chi e\’ la FIMOV

La F.I.M.O.V. (Federazione Italiana Manifestazioni Ornitologico Venatorie) e\’ in Italia la maggiore promotrice ed organizzatrice di fiere \”ornitologico venatorie\”… dietro queste parole un po\’ difficili cosa si nasconde? Semplice: una organizzazione di cacciatori – ovvero, persone convinte che sia un sano passatempo andare in giro armati a sparare ad ogni sorta di essere vivente (fra i quali capitano spesso anche gli animali domestici, e non di rado gli esseri umani) – che tengono in prigionia uccelli, per mostrarli e farli \”gareggiare\” alle loro fiere. Ma, si potrebbe pensare, tutto sommato il fatto di farli \”gareggiare\” potrebbe nascondere un fondo di amore verso gli animali? Assolutamente no! Alle fiere si svolgono gare di canto, il che proviene dalla \”tradizione\” che li porta ad allevare uccelli da canto: cioe\’ usarli come richiamo per altri uccelli durante la caccia. Dunque, animali costretti a passare la loro breve esistenza imprigionati in gabbiette dalle misure infime, per poi richiamare altri animali, nati liberi, da uccidere. Un ottimo esempio di amore per gli animali.

Ma per capire meglio cosa sia la FIMOV, riportiamo parte del testo introduttivo pubblicato dal loro stesso sito, www.fimov.org (le parti in grassetto sono nostri commenti):

\”[…]Verso la fine degli anni sessanta viene fondata l\’ ANSFV (Associazione Nazionale Sagre e Fiere Venatorie). Vi aderiscono una quarantina Fiere che si svolgono nel territorio dell\’alta Italia e che operano ognuna per conto proprio. L\’ANSFV riesce a organizzare queste Fiere e presentarle al pubblico attraverso un suo calendario.

Nel 1979, tutto il Veneto e due Fiere Friulane le più importanti (Sacile e Fiume Veneto), danno vita al Club strada delle Fiere. Questo Club è composto da Fiere i cui dirigenti provengono da Proloco o Comitati. Costoro capiscono che il sistema con il quale si procede, non prospetta nessun futuro, capiscono che c\’è bisogno di una sterzata brusca e decisiva per mantenere in vita e far progredire le loro manifestazioni ornitologico venatorie, in quanto esse, rappresentano per i loro paesi motivo di grande valenza sotto l\’aspetto culturale, turistico, commerciale, dell\’aggregazione sociale e non dimentichiamolo pure economico. Infatti, è proprio grazie all\’ organizzazione della Fiera degli uccelli, manifestazioni dal grande seguito di pubblico, che vengono ottenuti i mezzi economici per programmare altre attività magari altrettanto importanti, ma piuttosto povere economicamente. Le Fiere, secondo questi dirigenti, vanno dunque non solo seguite con una maggiore attenzione, ma anche potenziate.\”

Certo che non dimentichiamo l\’aspetto economico. Come si vedra\’ più avanti, risulta chiaro come la maggior parte degli attori in gioco non siano solo cacciatori (ovvero, persone convinte non ci sia nulla di male a sparare a tutto cio\’ che si muove) ma anche allevatori, ovvero gente che ha grossi interessi economici in ballo… altro che amore per gli uccelli!

\”Per l\’ANSFV invece il problema essenziale di prioritario dibattito e interesse nell\’unica assemblea annuale in cui venivano convocati i Comitati, era la cattura degli uccelli, pratica rispettabile, ma ben lungi dall\’essere l\’unico argomento da trattare, nell\’ambito delle Associazioni Fieristiche. Era stato sicuramente un argomento importantissimo nei tempi andati, ma adesso stava per avvenire quel cambiamento che la piazza chiedeva, infatti, si stava passando dalle Fiere fatte per il mondo della caccia, alle Fiere per tutti, alle fiere infatti erano soprattutto le famiglie ad essere maggiormente interessate e presenti, si andava cioè incontro alle grandi manifestazioni di massa, nelle quali il passato andava salvaguardato e difeso con puntiglio perché significava la tradizione e la cultura di generazioni, ma al tempo stesso da buoni organizzatori bisognava guardare al presente con grande attenzione e curarne i nuovi aspetti. Il rinnovamento e l\’organizzazione sarebbero stati elementi fondamentali e indispensabili e ciò, per il dovere di a lasciare alle generazioni future questi momenti di vita straordinaria: le Fiere degli Uccelli.\”

Parole altisonanti per nascondere le barbarie sotto il nome di \”tradizioni\”: caccia, passione per le armi da fuoco, bracconaggio…
Momenti di vita straordinaria, dicono loro. Di sicuro non per uccelli costretti a spendere la loro vita in gabbie di venti per venti centimetri… ci chiediamo dove siano gil aspetti culturali e tradizionali che questo mondo venatorio dovrebbe passare \”alle famiglie\”!

\”E allora bisognava infatti, soprattutto organizzarsi e confrontarsi, aprire il dialogo con tutti anche con le forze ambientalistiche, stabilire contatti, studiare regole, iniziare un opera di promozione e propaganda che facesse crescere l\’interesse non solo nel pubblico, grandissimo patrimonio, ma pure fra gli addetti ai lavori, in particolar modo fra i concorrenti e gli appassionati degli uccelli canori, anch\’ essi patrimonio altrettanto prezioso, ma ormai senza grandi stimoli, considerato che il mercato degli uccelli silvani, da sempre primario motivo di richiamo e interesse veniva ora a mancare.
[…] Bisognava organizzarsi e trovare dei referenti politici vicini alla passione ornitologica che ci aiutassero attraverso l\’ emanazione di previste leggi Regionali, attraverso le quali venisse consentito la detenzione, l\’ allevamento e quindi l\’esposizione di quelle specie di uccelli che leggi dello Stato come la 968 prima e la 157 dopo vietavano.\”

Molto esemplificativo. Altro che passione, amore per gli animali, tradizioni… semplicemente, una lobby nata per far pressione sui politici e ottenere risultati per i cacciatori e gli allevatori di uccelli – che, ricordiamo, non sono che una piccola minoranza della popolazione, eppure grazie al potere politico ed economico che hanno (non dimentichiamo ad esempio gli interessi delle grandi aziende produttrici di armi) riescono a strappare leggi a loro favore (il che si traduce, ovviamente, in leggi a sfavore degli animali).

\”Questi propositi e questi impegni, pur se in netta e aperta polemica con i vertici dell\’ ANSFV, vengono tenacemente portati avanti dal \”Club Strada delle Fiere\” e, ha inizio così nel 1980 quel grande lavoro di rinnovamento e di ammodernamento fortemente voluto da quel gruppo di \”rampanti\” Presidenti (non ancora \”antenni\”), dei quali Graziano Fabris ne fu sin da principio il portavoce e l\’ideologo.

[…]Nel 1993 viene organizzato il primo Campionato Italiano Uccelli Canori. Si sceglie Varago sito in provincia di Treviso, ciò per il semplice motivo che questo paese è geograficamente collocato in maniera centralizzata rispetto ad altri. Vi partecipano solamente concorrenti ed appassionati provenienti dal Veneto, dal Friuli e dalla Lombardia. Ma è ugualmente un grande successo. Da allora e in maniera itinerante, la grande kermesse canora si è svolta in un crescendo entusiasmante.

Nel 1995 nell\’ANMOFA succede l\’imponderabile (per aver a suo tempo pietosamente steso un velo di silenzio sui poco nobili motivi, non si vuole ora ricordarli) e l\’Associazione si spacca. Nascono immediatamente l\’ AMOV (Associazione Manifestazioni Ornitologico Venatorie) che raccoglie le Fiere Bresciane e Bergamasche e l\’ AORFU (Associazione Ornitologiche Riunite Fiere Uccelli) che annovera le Fiere del Veneto e quelle del Trentino.

Nel 1996 inizia però l\’ opera di ricomposizione dettata dal fatto che tante Associazioni sparse in giro per l\’ Italia, ognuna intenta a curare il proprio \”orticello\” rappresentano veramente poca cosa, in un periodo in cui forte è la componente protezionista e la ristrettezza delle leggi ornitologico venatorie, ne penalizzano oltremodo l\’esistenza.\”

Immaginiamo come male venga vissuta, da queste persone, l\’esistenza di leggi che si \”permettono\” di tutelare e proteggere ambiente e animali! Ovviamente costoro vorrebbero agire in totale liberta\’: andare a caccia ovunque, sparare a tutto, in qualsiasi periodo, cosi\’ come tenere in cattivita\’ qualsiasi sorta di animali, in qualsiasi condizione, ecc.

\”La consapevolezza che la costituzione di una grande Federazione la FIMOV che riunisca sotto la propria egida tutte le Associazioni sia ormai l\’ unica maniera per affrontare la precaria situazione in atto e per sperare in un futuro migliore, vede nel 1997 riunirsi insieme ANFU, AMOV e quel che resta dell\’ ANSFV; nel 1998 è la volta della ANMOFA ricostituitasi con una rinnovata dirigenza, mentre il 1999 vede l\’ ingresso anche dell\’ ATSFV (Associazione Toscana) che con un gruppo di nuovi dirigenti, si dimostra seriamente intenzionata a recuperare la sua identità di terra fertile di attività ornitologico venatoria, nel 2000 è la volta dell\’ AERSFV (Associazione Emiliano Romagnola) a chiudere il cerchio. Ma nel 2000 si deve assistere anche ad una \”naturale spaccatura\”. L\’ ANMOFA esce dalla FIMOV, i suoi dirigenti ne motivano l\’ uscita a causa di regole troppo onerose che disciplinano la vita Federativa.
La FIMOV oggi è diventata una splendida realtà. E\’ guidata da un suo Consiglio Nazionale di Presidenza che è costituito da tre membri per ogni Associazione, ha la sua sede in Varago via del Borgo 12 (Treviso). Rappresenta ben 8 Regioni e 32 Province. Per capire meglio questa grande realtà, va evidenziato che con la fondazione dell\’ ANSFV nel 1969, le Fiere erano 39; con la fortissima spinta del Club Strada delle Fiere nel 1983 diventano 81; nel 1993 salgono a 96; arrivano a 146 nel 2000 con l\’ unificazione di tutte le Associazioni nella Federazione.

Da un sondaggio compiuto nel 1998, risulta che le Fiere della FIMOV sono state visitate da oltre 2.400.000 visitatori, mentre risulta incalcolabile il giro di affari che si registra, si va dal commercio non solo di animali, ma pure di strutture, accessori e mangimi. In grande considerazione va tenuto pure, il grande incentivo che va al piccolo turismo e alle economie locali, ristoranti, negozi ecc.\”

Come si era accennato sopra, i tanto citati rispetto delle tradizioni e amore per la natura… finisce per tradursi in soldoni. E\’ tutto un gran giro di affari, per chi alleva e vende animali, per chi costruisce le gabbie, per chi vende il mangime…

\”[…]I suoi uomini si sono seriamente impegnati nelle lunghe e logoranti battaglie per la risoluzione Ministeriale circa la misura delle gabbie, e per l\’ ottenimento dei vari regolamenti Regionali circa la detenzione, l\’ allevamento, l\’ esposizione e la vendita di tutti gli uccelli, e in tutto ciò che significa conduzione allevamenti, esposizioni, assistenza e tutela generale.
Nel Veneto tanto per citare, grazie a due leggi Regionali si è oggi all\’ avanguardia assoluta in fatto di riconoscimento da parte della Regione medesima di quello che la FIMOV rappresenta in campo ornitologico. La L.R. n. 14 de 3 agosto 2001 riconosce alla Federazione la facoltà di distribuire gli anellini inamovibili ai pullus dei propri associati; la L.R. n. 7 del 6 aprile 2001 iscrive nell\’apposito albo le Fiere Venete e assegna ad esse un significativo e congruo contributo per le loro esigenze.\”

Sempre piu\’ chiaramente, dimostrano come la loro non sia che una lobby di potere per ottenere grossi vantaggi economici e sempre maggiore liberta\’ nello sfruttare ed uccidere animali.

\”Sempre nel Veneto e specificatamente a Varago (TV) e questo, dal 1973, si tiene ogni anno nei giorni che precedono l\’Epifania che è poi la giornata clou e giorno di chiusura, il SALONE NAZIONALE DEGLI UCCELLI. Questo momento è diventato nei decenni il classico punto d\’incontro e l\’ occasione per ammirare oltre 2000 esemplari di straordinaria e assoluta bellezza, portati in mostra dai migliori ornitocultori Italiani.
Questi dati evidenziano la forza e la consistenza della Federazione e, in questo momento particolarmente fecondo, va segnalato pure l\’ interessamento per il mondo delle Fiere di altre tre Regioni: Marche, Piemonte, Lazio, dove sperando di trovare il giusto \”materiale umano\”, mezzi necessari allo scopo, faremo nascere nuove Fiere.\”

Siamo felici che ogni anno si tenga questo \”evento\”. Perche\’ da oggi in poi non saranno piu\’ soli, ma ad ogni edizione troveranno sempre piu\’ persone a manifestare il loro sdegno per una pratica barbara, e ricordare loro che gli uccelli non sono nati per stare chiusi in gabbia, ma per VOLARE LIBERI.

Domenica 5 settembre: presidio a Briosco Fornaci (Milano)
La manifestazione avrà luogo davanti all\’entrata principale dell\’Oratorio di Fornaci (frazione di Briosco), in via 11 Febbraio, dove si terra\’ la Mostra Ornitologica Venatoria \”Campionato Lombardo\” organizzato dalla AMOV.
Orario: dalle 10.00 alle 16.00
Indicazioni: Attenzione l\’uscita di Briosco (arrivando dalla superstrada Milano-Lecco) è chiusa per lavori. Uscire allo svincolo per Capriano, poi svoltare a sinistra in direzione Fornaci, più avanti la strada fa una curva a sinistra e dopo circa 200 metri sulla destra si trova l\’Oratorio dove ha luogo la mostra.

Domenica 5 settembre: presidio a Conegliano (TV)

Domenica 5 settembre: presidio a Roncade (TV)

Domenica 5 settembre: presidio a Trebaseleghe (PD)

Domenica 5 settembre: presidio a Brughera (PN)

Domenica 12 settembre: presidio a Capannoli (Pisa)

Tratto da: www.stop-fimov.tk


(inserito da MP)

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