Nuove Linee Guida ministeriali per la ristorazione pubblica: un (incomprensibile) passo indietro per il vegan

Le nuove Linee Guida del Ministero della Salute riguardo alla ristorazione pubblica fanno un passo indietro rispetto alle diete plant based: ecco qual è la situazione e cosa ne pensano gli esperti a riguardo

Cambiano le linee guida del Ministero della Salute “per la ristorazione scolastica, ospedaliera e assistenziale, ospedaliera pediatrica”, con un passo indietro eclatante rispetto alle indicazioni del 2010 per quanto riguarda la scelta vegetariana e vegana: è stato emanato infatti in questi giorni un documento provvisorio che, se verrà approvato in via definitiva, porterà a modificare il tipo di alimentazione offerta oggi dalla ristorazione pubblica, a discapito delle diete plant-based.

Le nuove indicazioni propongono “l’adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute e la prevenzione delle patologie cronico-degenerative, di cui l’alimentazione scorretta è uno dei principali fattori di rischio”. Per farlo, secondo le indicazioni in attesa di approvazione, la ristorazione pubblica dovrebbe basarsi esclusivamente sulla dieta mediterranea che, se rispecchiasse il modello “autentico”, non si discosterebbe poi molto dalle diete plant based. Come sottolinea invece il professor Leonardo Pinelli – Pediatra, Diabetologo, Esperto in nutrizione e nutrizione fisiologica a base vegetale nonché membro del Comitato Scientifico di Associazione Vegani Italiani Onlus – quella proposta dalle nuove Linee Guida “è una “Moderna Dieta Mediterranea” che al contrario della originale – che prevedeva alimenti animali solo come condimento ai primi piatti, alla domenica e alla Festa – suggerisce consumi di carni rosse e bianche, latte e latticini più volte alla settimana”.

Dieta vegana a scuola: è di nuovo necessario il certificato medico?

Per quanto riguarda le mense scolastiche, su cui tanto si è dibattuto negli anni passati, “Nel documento non si parla di dieta vegetariana e tanto meno vegana – continua il prof. Pinelli – È stata inoltre abolita la possibilità da parte dei genitori, per motivi religiosi o culturali, di richiedere per i bambini una dieta basata su alimenti vegetali, senza necessità di certificazione medica, come indicato nelle Linee di Indirizzo sulla Ristorazione del 2010″.

A questo proposito, però, bisogna sottolineare come la legge sia dalla parte dei genitori. Lo dichiara apertamente l’avvocato Carlo Prisco, esperto di vicende legali che riguardano alimentazione e stile di vita vegani: “Le linee guida del Ministero della Salute sulla ristorazione scolastica sono molto chiare: non è necessaria alcuna certificazione per menu particolari, basta la semplice richiesta. Qualunque altro documento richiesto dalla scuola o dal Comune rappresenta dunque un abuso, che i giudici hanno recentemente definito come atto discriminatorio (questo vale, soprattutto, nel caso in cui la scuola richieda documenti di sana e robusta costituzione: questo avalla la discriminazione, nonché la convinzione che l’alimentazione a base vegetale sia dannosa per gli individui)”.

“Gli istituti scolastici – continua Prisco – non possono rifiutarsi di accontentare la richiesta dei genitori, anche se accade molto spesso. In questo caso, il primo passo è procedere con una diffida formale, anche tramite un legale. Se ciò non è sufficiente, occorre passare alle vie legali: si può intraprendere una causa per chiedere che un giudice si pronunci, imponendo a chi di dovere di accogliere la legittima richiesta genitoriale”.

Nuove linee guida ministeriali: “Un documento vergognoso”

Un cambiamento che il documento ufficiale presenta come volto alla promozione della salute, ma che in realtà si discosta notevolmente rispetto a quanto affermato dalla letteratura scientifica. Il prof. Pinelli sottolinea infatti come evidenze scientifiche attribuiscono all’eccesso di proteine animali nella dieta, in particolare nei primi anni di vita, lo sviluppo di sovrappeso e poi di obesità, e il rischio di sviluppare in seguito malattie non trasmissibili (malattie metaboliche come diabete, ipertensione, ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia, ecc.).

Questo documento è ancora più vergognoso – afferma il pediatra – se si pensa che in data 28.11.2019 il Parlamento (partiti governativi e non) ha approvato una mozione (1/00082) sulla prevenzione e cura dell’obesità. Nel testo si sottolineava il valore dell’alimentazione in gravidanza e nei primi due anni di vita per lo sviluppo e una crescita ottimale (bimbi snelli e non in sovrappeso) e la programmazione di difese immunitarie ottimali nel bambino e che persistono per tutta la vita. Da segnalare che i bambini seguiti con un’alimentazione a base vegetale, contrariamente a quelli nutriti con proteine animali, si ammalano raramente e di patologie banali, che si risolvono da sole in 24-48 ore

In sintesi, secondo il prof. Pinelli, la bozza del Documento Ministeriale è assolutamente da rivedere, perché “l’esclusione delle proteine vegetali dal testo attuale, non farebbe altro che aumentare le malattie non trasmissibili, soprattutto aumentando la prevalenza dell’obesità nella popolazione italiana. Si richiede al Ministero della Salute quindi una revisione del Documento attuale, inserendo le evidenze scientifiche che definiscono l’alimentazione basata su alimenti vegetali, ben pianificata, fisiologica”.

A questo proposito risultano necessari corsi di formazione per Pediatri e Medici in tema di Nutrizione e Diete, data l’attuale mancanza nel Corso di Laurea in Medicina di insegnamento su Nutrizione e Dieta. “Non è ammissibile che una delle quattro cause dell’aumento mondiale annuale delle Malattie non Trasmissibili (ovvero l’alimentazione scorretta) non venga insegnata ai principali attori, cioè ai medici” conclude Pinelli.

  1. Dieta mediterranea nelle scuole? Che assurdità!

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    Gian Maria Cavalieri 23 Gennaio 2020, 6:33 pm

    Che vergogna! Non ho parole.

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    Vogliamo scommettere che dietro questo schifo ci sono mazzette pagate dagli allevatori?

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    Giovanni Lombardo 23 Gennaio 2020, 9:31 pm

    Ho il sospetto che sotto sotto ci sia lo zampino del dr. Calabrese, un accanito sostenitore della dieta mediterranea e nemico giurato dell’ alimentazione vegana meno di quella vegetariana .

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      Gian Maria Cavalieri 23 Gennaio 2020, 10:50 pm

      No Giovanni, Calabrese non c’entra.
      Il responsabile delle linee guida è Andrea Ghiselli, che per anni ha svolto consulenze per aziende private (promuovendo il consumo di merendine confezionate) e fa parte del Comitato scientifico della Danone.

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  5. Laura

    La dieta mediterranea “vera” non ha niente a che vedere con quella proposta in queste linee guida, ed è veramente assurdo il passo indietro che si farebbe approvando il documento

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