Oleolito di Calendula

Amo passeggiare per i boschi vicini a casa mia. In questo periodo vedo un pò ovunque macchie coloratissime e arancioni, Calendule fiorite ovunque. La Calendula è un fiore solare, che serve a lenire le infiammazioni, a cicatrizzare, ad ammorbidire la pelle.

E’ lenitiva, curativa in caso di arrossamenti, dermatiti e anche di arrossamenti da pannolino.
Porta la sua energia solare riequilibrando l’eccesso di Fuoco, e facendoci conoscere un fuoco diverso, anche femminile. Il fuoco della Calendula è un fuoco interno, intimo, dolce. I suoi semi a forma di falce di Luna ci ricordano che la Calendula non è un fiore esclusivamente solare, ma che contiene al suo interno anche una forza femminile.
Infatti questo fiore, se essiccato e poi fatto infondere in acqua bollente, è utile per i dolori mestruali, per distendere il tratto addominale, per lenire i crampi, per coccolare le donne nel loro periodo più oscuro.
Possiamo andare per i campi a raccogliere la Calendula, e preparare così l’
oleolito di Calendula
100 grammi di capolini leggeremente essiccati
mezzo litro di olio extravergine di oliva
Prima di tutto, mettete i fiori ad essiccare, per togliere la maggior parte di acqua. Nasterà disporli su un graticcio, e d esporli qualche ora al sole.
A questo punto, mettete i fiori dentro ad un barattolo di vetro perfettamente pulito, ricopriteli con l’olio e chiudete il barattolo con una graza fermata da un elastico.
Esponete al sole per 30 giorni: ricodatevi di scuotere ogni tanto il barattolo, di modo che l’olio vada a toccare ogni parte dei fiorellini all’interno del barattolo.
Adesso potete filtrare l’olio, spremendo bene il residuo vegetale, e conservarlo in bottiglie di vetro scuro.
Potete utilizzarlo su arrossamenti, abrasioni, come cicatrizzante e come lenitivo.

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  1. sei grandiosa!!! cercavo notizie sull’oleolito e scopro con piacere che finalmente qualcuno (e non qualcuno a caso..ma proprio te!) ha ripreso ad animare questo blog ormai fermo da tempo!!! grazie, a presto.. claudia

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  2. Ciao.Mi farebbe piacere sapere dove sono i boschi vicino casa tua…io abito in Trentino…..BELLA LA TUA RICETTA!GRAZIE

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  3. Mi avvicino in questo al nuovo Promiseland e lo trovo bellissimo!
    Per quanto concerne l’oleolito di Calendula e, in generale, per tutti gli oleoliti, esistono due scuole di pensiero (e di pratica): usare la pianta secca o la pianta fresca. Non è certo questo il luogo per citare noiose bibliografie, ma per la mia esperienza, ho notato una grande differenza tra l’oleolito da pianta secca e quello da pianta fresca.Per quanto ho sperimentato, la calendula rende molto di più trattata da fresca.. Lo stesso dicasi per l’estratto idroalcolico. Ovviamente, le proporzioni piante/olio vanno cambiate a causa della maggior presenza di acqua. In ogni caso, consiglio di provare: credo che non esista niente che , come le piante, necessita di contatto, amore e risonanza con la persona.

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  4. Anch’io quest’anno sto provando per la prima volta a fare l’oleolito.
    Il 24/6 ho iniziato il primo vasetto con iperico in olio di girasole, al quale ne seguono altri due. Ne sto preparando da regalare anche alla mia mamma che ha problemi di rosacea, a due amiche care e a mio fratello 🙂
    Ho raccolto dei fiori di calendula, ma avevo letto che occorre utilizzare i fiori secchi di calendula e semi-freschi di iperico, così li ho lasciati essicare quelli di calendula.
    Va bè, vorrà dire che proverò in entrambi i modi, raccogliendone altri nel mio campetto in collina.
    Grazie per le info!
    Manuela

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