Palio di Siena, massacro legalizzato

Anche nella seconda corsa di quest’anno, il palio di Siena ha avuto il suo immancabile incidente ad eccitare gli animi di una folla che ha perso del tutto il senso della misura.
Non si tratta di essere animalisti o contradaioli, non servono le etichette ma serve ragionare su ciò che si sta facendo in nome dello spettacolo. Tutti i discorsi e le polemiche ruotano intorno al mantenere la tradizione, al salvaguardare la cultura. Mai che ci si chieda cos’è un cavallo e quali sono i suoi parametri di benessere. Mai che si ragioni sul perché ancora oggi degli animali che per natura starebbero liberi, al pascolo, in branco e lontani da pericoli vengano scuderizzati, allenati e messi a correre in una bolgia infernale con l’altissimo rischio di infortunarsi e di lasciarci la vita – eventi che a Siena si verificano regolarmente.
Ieri in Piazza del Campo sei cavalli si sono schiantati alla prima curva. Naturalmente i cronisti RAI e, oggi, le testate locali si sono affrettati a dire che i cavalli stanno bene e che solo uno di loro è ricoverato in clinica per una piccola frattura. Le immagini pubblicate dalla Gazzetta dello Sport invece danno l’idea precisa del gravissimo infortunio di cui è stato vittima Moedi, sacrificato a questa sorta di isteria collettiva.
Le cosiddette rievocazioni storiche sono escluse dall’ambito di applicazione della legge contro il maltrattamento di animali. A ciò aggiungiamo la scarsità di controlli sul benessere fisico e psichico degli animali e sull’utilizzo di eventuali sostanze dopanti, e la totale mancanza di trasparenza sui bilanci e su ciò che avviene dietro le quinte (addirittura Siena ritiene di avere i diritti d’autore sulla manifestazione e quindi su qualunque foto e video fatti anche dai turisti!): questa non è l’immagine di una “sana tradizione” ma di un giro di interessi economici e commerciali di fronte ai quali la sofferenza e morte degli animali vengono obliterati. E’ per questo che in vari Paesi il palio di Siena é stato definito la “corrida italiana”.
Addirittura, per parlare di tradizioni da difendere, nei giorni scorsi si sono scomodati il Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri (a cui abbiamo scritto una lettera per chiedere dichiarazioni e interventi legali sul Palio più consoni al suo ruolo) e Vittorio Sgarbi: a loro e ai tanti che parlano di valori culturali chiediamo quanto una tradizione possa essere compatibile con l’assoluta mancanza di rispetto verso esseri senzienti.
La risposta c’è già e proviene dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani e stranieri che sono inorriditi da questo spettacolo: le tradizioni si salvaguardano solo se si sanno evolvere, in linea con la crescita culturale di un popolo. Lodi, Pavia, Mola di Bari, Marostica, Castelfiorentino sono solo alcuni esempi di come ci si possa divertire e mantenere le tradizioni, mutando le caratteristiche dei palii locali per non far soffrire alcuno.
E’ in questa direzione che si andrà sempre di più in futuro, ma nel frattempo è urgentissimo che si giunga a una regolamentazione che non lasci zone d’ombra e che non tolleri più alcun abuso sugli animali.
IHP continua nella sua campagna NOPALIO, lanciata lo scorso anno (www.nopalio.it)
Foto tratta dal sito della Gazzetta dello Sport (http://www.gazzetta.it/gallery/Sport_Vari/08-2012/palio/variabili-912271796642.shtml#8)
SI NOTA LA TORSIONE INNATURALE DEL PIEDE ANTERIORE SINISTRO DEL CAVALLO BAIO
GUARDA IL VIDEO DELLA CORSA CON LE SCIOCCANTI IMMAGINI DELL’INCIDENTE

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    Salvatore Messina 26 Agosto 2012, 11:44 am

    Perché visitare la splendida città di Siena quando gli abitanti (non tutti) amano l’infame palio?
    Mi spiace, vado dove c’è sacrosanta civiltà!

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    Salvatore Messina 26 Agosto 2012, 11:57 am

    La civiltà di una nazione e il suo progresso morale si vede dal modo in cui tratta gli animali.
    (Gandhi)

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  3. Avatar

    infatti perchè visitare Siena????Altri posti sono più civili!

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