Partita la raccolta firme per richiedere il referendum contro la caccia

Il referendum per l’abolizione della caccia richiede una raccolta di 500.000 firme, per farlo basta recarsi all’ufficio elettorale del proprio Comune o ai banchetti autorizzati in città.

Il 1 Luglio 2021 è partita la raccolta firme del referendum per l’abolizione della caccia. Per apporre la propria firma basta recarsi all’ufficio elettorale del proprio Comune o ai banchetti autorizzati. Si potrà dare la propria adesione fino al 30 settembre 2021. In tre mesi bisogna raccogliere almeno 500.000 firme. Non è richiesto alcun contributo economico.

Sono state almeno tre, inclusa questa, le proposte depositate dall’inizio dell’anno. La prima riguardava l’abolizione in toto della legge quadro sulla caccia (ma anche sulla tutela della fauna) 157/92, la seconda invece voleva abolire parte dell’articolo 842 del codice civile (quello che consente l’accesso ai fondi privati durante l’attività venatoria). Quest’ultimo, depositato in Cassazione e pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 22 maggio, propone invece una cancellazione “selettiva” dalla 157/92 di tutti gli articoli e le parti che menzionano l’attività venatoria. Questo, secondo i proponenti, dovrebbe consentire di vietare la caccia mantenendo, tuttavia, le previsioni di tutela della fauna contenute nella 157/92.

Ogni anno la pratica venatoria uccide milioni di animali, inquina l’ambiente e uccide indirettamente altri animali attraverso lo spargimento di piombo e cartucce in natura, senza contare le vittime umane che, nella stagione 20-21 secondo l’Associazione Vittime della Caccia, conta 14 morti e 48 feriti tra cacciatori e gente comune. Un bollettino di guerra insostenibile e davvero poco degno di un paese che vorrebbe essere definito civile.

L’estate sarà il tempo entro il quale, le tantissime associazioni animaliste, potranno raccogliere nelle piazze di tutta Italia, le firme di coloro che per anni hanno desiderato mettere la parola fine ad uno sport assurdo, uno sport violento che deve definitivamente essere abilito.

I Referendum sono l’unica vera grande opportunità condivisa e democratica, per dar voce non solo agli animali, ma anche a tutti i cittadini italiani che hanno a cuore sia la loro tutela che l’incolumità pubblica. È un atto di civiltà.

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