Tutti pazzi per questi vegani… Ma attenti al lupo

cowdi Stefania Piazzo – La libertà è per tutti? La domanda vi sembra scontata? Proviamo a riproporla allora così. Siamo tutti liberi di mettere nel piatto ciò che vogliamo? Certo che sì. Vuol dire allora che siamo liberi? Ecco, qui iniziano i primi problemi. Perché mangiare ciò che piace non significa necessariamente libertà.
Torniamo allora alla domanda iniziale: la libertà è per tutti? In altre parole, siamo tutti disposti a batterci per renderci liberi di mettere nel piatto ciò che è giusto? La risposta è no, non tutti ci mettiamo in gioco per un impegno che sia culturale, animalista, di informazione, scientifico, medico, veterinario, sociale, politico, per conservare o conquistare la libertà e quindi garantire i diritti a chi non ce li ha.
Mangio verdure ma non mi preoccupo di informare  come avviene la macellazione. Mangio frutta, ma non mi interessa di trasmettere nei modi che mi sono possibili che la dieta è salute.
Sia chiaro, sono scelte corrette di benessere, personale, individuale, spostano i consumi e quindi determinano un cambiamento nella grande distribuzione, nel modo di cucinare e di come il mondo dei media amplifica questo nuovo fenomeno. Siamo liberi, ma non liberiamo. Non al punto da difendere un valore.
Oggi vediamo, e diciamo finalmente, documentari sul pianeta che soffoca di anidride carbonica per la bulimia di allevamenti di massa, come Cowcospiracy, sfogliamo una rubrica fissa nel principale quotidiano nazionale, “Veggo anch’io”, sul Corriere della Sera, a cura della bravissima Beatrice Montini.
Come cambia il mondo, chi lo avrebbe mai detto? Quando i media, che sono chiamati a fare da semplificatori, raccontano il quotidiano, tuttavia non sempre arrivano prima. Raccontano spesso “un dopo”, un fenomeno diventato costume, o più semplicemente l’evoluzione, il vissuto della società, come sta accadendo per la cultura vegana, che nel piatto vede il respiro di tutto il mondo.
Eppure a quel geniale Veggo anch’io…. che con buona fede racconta in poche sillabe la crescita di chi si avvicina ad un nuovo modo di vivere mangiando, tutto sommato, a me viene da rispondere: No, tu no.
Non perché una scelta alimentare o di rispetto della vita animale debba passare per un esame etico del sangue. Quanto piuttosto perché, proprio tutte le scelte di libertà, alimentari, sociali, culturali,  non sono per tutti. Perché non tutti sono disposti a battersi per una libertà. Seguono l’onda, ma quando è finita ne cercano un’altra. “Veggano” da un’altra parte.
Lottare per la libertà, essere consapevoli del prezzo che richiede la libertà, ossia governarla, essere all’altezza di essere liberi. Qui sta lo snodo. La libertà non è per tutti. La massa segue l’onda della libertà ma quanti dentro la massa, avrebbero il coraggio di battersi per difendere la libertà conquistata grazie a chi si è messo in gioco in prima linea?
C’è uno scrittore, tirato spesso per la giacca da tutto e tutti per dargli colori e appartenenze e che proprio per questo non vogliamo citare, giusto per non cadere in collocazioni ideologiche, che esponeva una immagine suggestiva e animale su come si difenda la libertà.
Sosteneva che occorresse andare nella foresta per uscire  dalla massa delle pecore, e farsi lupi nel bosco, nella foresta appunto, per sottrarsi al pericolo della servitù. Sottrarsi alle vie facili, alle illusioni urlate. Tornare al bosco, sfuggire a ciò che è apparente.
Scriveva che occorre “passare” al bosco, per poi tornare più determinati di prima a difendere le proprie idee.  “Tra il grigio delle pecore stanno i lupi, coloro che non hanno dimenticato che cos’è la libertà”, scriveva. Quando i valori vacillano,  la responsabilità morale passa nelle mani del singolo”, perché “il vero problema è piuttosto che una grande maggioranza non vuole la libertà”.
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  1. Avatar

    Articolo un po’ contorto, secondo me confonde i confusi più che illuminarne la strada.. La gente dormiente ha bisogno di poche parole, concetti chiari e semplici, che li comprendano bene anche i bambini. Fortunatamente non mi pongo nessun problema, sono vegana e attivista da un bel pezzo.

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    • Caro lettore, trasformo subito il pezzo da formato taglia XXL a taglia Media.
      Ecco la sintesi: la libertà non è per tutti perché per averla sempre occorre anche lottare per conservarla.
      Non tutti sono disposti a questo sacrificio, pertanto trasferendo questo principio alla scelta alimentare vegana, non è detto che non cibarsi di animali voglia anche dire essere disposti a battersi per difendere la loro vita.
      Ci sono quelli che diventano vegani seguendo la massa, la moda, come pecore.
      Chi invece fa questa scelta con una consapevolezza etica, si stacca dalla massa e passa attraverso una trasformazione interiore, diventa ‘lupo’, cioè agguerrito e pronto a combattere per le proprie idee.
      Ecco, questo e’ il senso.
      Chiudo ricordando quanto diceva Popper: Ben vengano le critiche ma dio ci scampi e liberi da chi ha sempre ragione.

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