VEGANOK TG News: LAV “Gli allevamenti di visoni vanno chiusi per sempre”

Il Ministro  Speranza dice stop agli allevamenti di visoni fino a febbraio la Lav “è un provvedimento inutile”- Packaging sostenibile è un concetto ancora lontano nella  GDO infatti solo il 6% è totalmente “green”- Nel campo della cosmesi il concetto di sostenibilità è un driver di acquisto sempre più importante- Non tutti i prodotti che riportano in etichetta la dicitura “naturale” sono realmente naturali.

Il Ministro  Speranza dice stop agli allevamenti di visoni fino a febbraio la Lav risponde che è “un Provvedimento inutile” perché è come vietare di vendere ombrelloni da spiaggia nei mesi invernali, sono infatti attività che in questo periodo sarebbero già chiuse per un fisiologico fermo della “produzione. L’ordinanza prevede che, in caso di sospetto di infezione, le autorità locali competenti dispongano il sequestro dell’allevamento, il blocco della movimentazione di animali, liquami, veicoli, attrezzature e l’avvio di una indagine epidemiologica. 

Packaging sostenibile è un concetto ancora lontano nella  GDO infatti solo il 6% è totalmente “green”. Secondo i dati riportati dall’Osservatorio Immagino in GDO solo il 25,4% dei prodotti alimentari riporta in etichetta istruzioni dettagliate sullo smaltimento dell’imballaggio. In più, solo il 6,2% dei prodotti ha un packaging sostenibile, ovvero completamente riciclabile o biodegradabile. Una tendenza quantomeno discutibile, specialmente in un’era in cui la sostenibilità rappresenta la chiave di volta in ogni contesto produttivo e in cui il mercato alimentare non può prescindere dall’impiego responsabile dei materiali usati per imballare i prodotti. Tanto più se si tiene conto che gli italiani, solo nel 2019, hanno prodotto 3 milioni di tonnellate di rifiuti derivanti dagli acquisti di prodotti di largo consumo. 

Nel campo della cosmesi il concetto di sostenibilità è un driver di acquisto sempre più importante. Per rispondere alle richieste di mercato, le aziende da qualche tempo puntano sui cosmetici solidi, che rappresentano un’innovazione dal punto di vista dell’uso ma che permettono anche di risparmiare in termini di imballaggi inquinanti e spreco di acqua.

Non tutti i prodotti che riportano in etichetta la dicitura “naturale” sono realmente naturali.  Ad affermarlo è un report elaborato da SAFE (Safe Food Advocacy Europe), ONG che si occupa di sicurezza alimentare e tutela dei consumatori e con la quale VEGANOK ha collaborato per ottenere uno standard vegan condiviso a livello europeo. L’associazione mette in evidenza l’uso fuorviante di questo termine sulle etichette alimentari, anche in prodotti che contengono ingredienti di origine chimica o sintetica (e che non vengono segnalati chiaramente). 

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  1. Interessanti notizie come al solito

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  2. Basta sfruttamento animale! Ancora esistono persone che comprano pellicce???

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  3. Avatar

    L Ungheria ha da poco e coscientemente Vietato gli allevamenti di visioni.Un esempio sicuramente positivo e immediato che altri paesi dovrebbero imitare.
    La pandemia di covid oramai divenuta mondiale dovrebbe far riflettere I diversi paesi europei, compresa la nostra Italia. Nel mondo si vietano gli assembramenti di persone per evitare che il virus possa contagiare e infettare altre persone ma poi non si vietano gli assembramenti di animali negli allevamenti intensivi per evitare che il virus circoli e diventi veicolo e passaporto per qualche altro stato ,giungendo magari mutato.. Nessuno potra più sentirsli realmente sicuro, neanche con il vaccino,se non si cambia tutto il bestiale sistema…

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