VEGANOK TG News: mense universitarie di Berlino verso un menù 100% vegan

Sempre meno carne nelle mense delle università di Berlino- In Giappone nasce il primo filetto Kobe in 3D- E’ italiana l’azienda che è riuscita a far filare la mozzarella vegan- più di 5 milioni di partecipanti a Veganuary 2021.

Da ottobre anche le mense universitarie della città di Berlino si preparano a servire sempre meno carne. Come si legge sul sito ufficiale della città, le istituzioni aderiranno al progetto lanciato per la prima volta dagli Stati Uniti, nel 2003: ogni lunedì, i menu delle mense e delle caffetterie universitarie in tutta la città saranno senza carne. L’obiettivo è ridurre ulteriormente la disponibilità di carne e pesce, in modo che rappresentino solo il 4% dell’intera offerta dei menu universitari; il resto delle preparazioni dovrà essere vegetariano o vegan, il menù sarà per il 68% vegano, il 28% vegetariano e il 2% a base di pesce, con un’unica opzione di carne offerta quattro giorni alla settimana.

Sono stati pubblicati i risultati sul lungo periodo della campagna Veganuary 2021, l’iniziativa nata nel 2014 nel Regno Unito per diffondere lo stile di vita vegan attraverso la promozione di una dieta 100% vegetale. Sei mesi dopo, l’82% dei partecipanti a Veganuary 2021 ha cambiato abitudini alimentari, riducendo drasticamente il consumo di carne e formaggi. A rivelarlo sono i risultati di un sondaggio di aggiornamento lanciato dall’organizzazione stessa dell’evento. Un successo straordinario, con numeri in crescita costante secondo gli organizzatori contando anche chi non si è iscritto on line hanno partecipato più di cinque milioni di persone.

In Giappone nasce il primo filetto Kobe stampato in 3D. La prova che la macellazione non è più necessaria per ottenere perfino un taglio di carne pregiato (e molto costoso) arriva dall’Università di Osaka, dove un team di studiosi ha realizzato il primo filetto di manzo Kobe sintetico. La tecnologia utilizzata è quella della stampa 3D, che consente di replicare la complessa struttura dei tessuti animali, con tanto di muscoli, grasso e vasi sanguigni. Gli studiosi sono partiti da cellule staminali prelevate dalla carne di manzo Wagyu, una razza allevata solo in Giappone e da cui si ottiene anche il filetto Kobe. Il risultato è una bistecca in tutto e per tutto identica a quella “vera”, realizzata però in laboratorio senza macellazione animale.

I formaggi vegani sono sempre più richiesti, in Italia, il 70% dei consumatori afferma di scegliere le alternative ai latticini non solo per salute ma perché migliori per l’ambiente. Tra gli alimenti più ricercati in questo mercato c’è la mozzarella vegan, che secondo analisi di settore detiene il 34% del mercato complessivo. La difficoltà maggiore che hanno incontrato e incontrano le aziende che producono mozzarella vegan a livello globale, è stata quella di farla “filare”, oggi il primato della mozzarella che fila è tutto italiano, si tratta di Vegan D’or un progetto etico di diffusione VEGAN a disposizione di tutti i produttori che sta già riscuotendo un enorme successo anche all’estero. 

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