VEGANOK TG News: OMS dice STOP ai wet market di tutto il mondo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) chiede lo stop al commercio di animali selvatici nei wet market di tutto il mondo per tutelare la salute pubblica- Il focolaio di Covid all’allevamento di visoni a Villa del Conte (Padova), ucciderà altri 2000 visoni per fermare la diffusione del virus- La bravissima giornalista d’inchiesta Sabrina Giannini smaschera le etichette “benessere animale” e viene citata per danni da una nota azienda che produce latte e derivati. Conoscere “l’impronta di carbonio” degli alimenti può far scegliere prodotti più sostenibili.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) chiede lo stop al commercio di animali selvatici nei wet market di tutto il mondo per tutelare la salute pubblica. Le condizioni in cui gli animali sono tenuti negli stabilimenti e nei wet market – dove la fauna selvatica viene esposta viva e poi macellata direttamente sul posto – forniscono un ambiente fertile per la trasmissione dei patogeni.
sars, l’influenza aviaria, l’influenza suina, l’ebola, e anche il Covid-19 sono delle zoonosi, malattie derivanti da un contatto animale-uomo. Oggi, il 70% delle malattie infettive nuove o emergenti provengono da animali, principalmente dal commercio di animali selvatici e dall’allevamento industriale.

Il focolaio di Covid all’allevamento di visoni a Villa del Conte (Padova), ucciderà altri 2000 visoni per fermare la diffusione del virus. LAV tramite un’indagine amministrativa, ha portato alla luce che le autorità sanitarie avevano rilevato alcune positività negli animali della struttura già lo scorso 11 gennaio, inoltre ulteriori accertamenti tra gennaio e marzo hanno rivelato che il 100% degli animali campionati presentava positività agli anticorpi SARS-CoV-2 specifici; questo significa che il contagio da Covid-19 ha interessato l’intero allevamento anche prima dello screening. Le associazioni animaliste ancora una volta chiedono la chiusura definitiva degli allevamenti.

Una delle giornaliste d’inchiesta più brave del nostro paese, Sabrina Giannini, è stata citata per danni da una nota azienda che produce latte e derivati, per aver mostrato attraverso la sua trasmissione indovina chi viene a cena, cosa realmente c’è dietro alla dicitura “benessere animale” che viene messa sulle etichette di decine di alimenti per millantare un valore aggiunto della produzione, ma che in realtà non esiste. In Italia qualsiasi allevamento di qualsiasi tipo quindi anche quello intensivo, può richiedere questa certificazione volontaria. Sabrina Giannini sa fare il suo mestiere e insieme ad altri giornalisti e divulgatori, è una delle poche voci che portano questo problema in televisione. La tv di Stato ha l’obbligo morale di portare alla luce quello che il settore zootecnico cerca di nascondere, per permettere ai consumatori di fare scelte consapevoli.

Conoscere “l’impronta di carbonio” degli alimenti potrebbe aiutare i consumatori a scegliere prodotti più sostenibili: uno studio realizzato di recente in Germania conferma che gli alimenti di origine animale hanno un impatto maggiore sull’ambiente; Se l’etichetta climatica diventasse una consuetudine, i consumatori avrebbero gli strumenti necessari per fare scelte consapevoli, specialmente visto il periodo storico che stiamo vivendo. le informazioni fornite dalle etichette climatiche sarebbero apprezzate dal 67% dei consumatori europei, contro solo il 9% che si dichiara contrario.

L’Osservatorio VEGANOK è un progetto di divulgazione destinato ad aziende e consumatori, il cui focus è fornire aggiornamenti sull’impatto dei prodotti vegetali nel mercato, pubblicare i dati delle analisi di mercato e tendenze di consumo più autorevoli, monitorare il consolidamento del mondo vegan in tutte le sue declinazioni.  www.osservatorioveganok.com

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  1. Le autorità sanitarie avevano rilevato alcune positività negli animali della struttura di Villa Del Conte a Padova già lo scorso 11 gennaio, ma non hanno deciso di chiudere immediatamente l’allevamento ,cosicche’ tra gennaio e marzo hanno rivelato che il 100% degli animali campionati presentava positività agli anticorpi SARS-CoV-2 specifici.
    Esiste un “principio di precauzione” che sicuramente non e’ stato valutato attentamente e scientificamente nei potenziali rischi da parte delle autorita’ sanitarie ,responsabili a mio dire di superficialita’ e incompetenza.

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